Formula-3 Live (foto di Mayla De Fazio)
di Francesco Sacco
Lamezia Terme – Siamo tutti figli di Battisti. Già, soprattutto chi, tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70, ha legato il suo nome a doppio filo a uno dei numi tutelari del cantautorato italiano, accompagnandolo in tournée e session in studio, oltre a beneficiare della sua preziosa penna (assieme a quella di Mogol, ovviamente) e della sua guida in veste di produttore. Perché quasi impossibile scindere la Formula 3 dal duo forse più celebre della storia della musica italiana, a cui si deve non solo la nascita dell’etichetta che lanciò la band formata da Alberto Radius, Tony Cicco e Gabriele Lorenzi, ma anche il loro debutto su 45 giri con “Questo Folle Sentimento”, primissimo singolo pubblicato dalla stessa Numero Uno nell’estate del ’69. Un sodalizio proseguito fino all’anno dello scioglimento, avvenuto nel 1973, ma destinato a segnare inevitabilmente il percorso della Formula 3, anche dopo la reunion targata nineties, giunta ai giorni nostri nonostante defezioni piuttosto importanti (Lorenzi e, soprattutto, Radius, scomparso nel 2023). Al timone è rimasto il solo Cicco, ora accompagnato da Ciro Di Bitonto (tastiere) e Angelo Anastasio (chitarra), ma lo spirito e la voglia di divertirsi su brani immortali, beh, sono rimasti inalterati. Ne è chiara testimonianza l’esibizione al “Teatro Grandinetti” di Lamezia Terme, evento di chiusura di "Note Di Stelle", rassegna musicale nata dalla sinergia tra l’associazione "Panorami in Musica" e "I Vacantusi" e inserita nel ricco calendario del “Vacafest”.

La stessa sinergia che ha sempre caratterizzato il rapporto tra Battisti e l'unica band ad averlo accompagnato nell’unico tour della sua carriera, composto da appena venti concerti agli albori degli anni ’70. Quanto basta per dar libero sfogo al suo animo più rock e condurre classici immortali della tradizione pop italiana verso lidi decisamente più estremi, prossimi a lambire hard rock, progressive e psichedelia, sulla scia di quanto accadeva oltreoceano con gente come i Vanilla Fudge. Un trattamento rivelatosi ancor più radicale nella serata del “Grandinetti”, occasione per Cicco di sfruttare la loro visione della musica di Battisti per ripercorrere, tra un aneddoto e l’altro, le tappe cruciali di una fase di grande fermento per il panorama tricolore, rinnovato dai primi incroci tra forme espressive e generi differenti, tra pop e prog, tra psichedelia e cantautorato. Ne sono un chiaro esempio brani dalle venature hendrixiane come “Eppur Mi Sono Scodato Di Te” o “Questo Folle Sentimento”, le principali hit donate alla Formula 3, ma anche importanti episodi del repertorio battistiano quali “Un’ Avventura”, “Fiori Rosa, Fiori Di Pesco”, “Il Tempo Di Morire”, “Acqua Azzurra, Acqua Chiara”, “La Canzone Del Sole”, “Mi Ritorni In Mente” e “Dieci Ragazze”, tutti trasfigurati dai suoni quasi proto-metal di un power trio ancora robustissimo (sugli scudi, la chitarra dell’ottimo Anastasio), eppure particolarmente apprezzati da un pubblico pronto a rendere ogni singola canzone un perfetto singalong. E si canta all’unisono persino nei momenti più intimi: da “Emozioni” ad “Anna”, da “Non È Francesca” a “E Penso A Te” (sentito omaggio anche a Bruno Lauzi, primo a inciderla), passando per “Il Mio Canto Libero” e “I Giardini Di Marzo”, affidati, con risultati pregevoli, alla voce di Di Bitonto.
A proposito di tributi ad altri giganti della musica italiana, non manca poi una doverosa citazione per Pino Daniele, chiaro riferimento di Cicco in “O’ Guaglione”, piccola concessione alla sua produzione solista assieme all’inno all’amore di “Se Mi Vuoi” e alle invettive pacifiste di “Esterrefatto”, rivedibile rap pubblicato un paio d’anni fa. Sono questi gli highlights di un “ultimo valzer” abbastanza riuscito, suonato e raccontato con un entusiasmo quasi contagioso da chi, per un breve quanto significativo periodo, ha contribuito a dare nuova linfa a canzoni entrate di diritto nell’immaginario collettivo. Pensieri e parole semplicemente immortali. Proprio come la musica di Lucio Battisti.

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