Lamezia, la riflessione di Fiore Isabella: “Grazie all’immigrazione riusciamo a mantenere la tenuta demografica”

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Lamezia Terme – “Nel tardo pomeriggio di mercoledì 8 aprile al chiostro di San Domenico a Lamezia Terme si è svolta la Giornata internazionale del popolo rom. Una festa sobria e un’occasione propizia per ribadire il significato del progetto “Intrecci-Abitiamo il Lametino” che renderà possibile, porre fine alla sopravvivenza in un ghetto per aprirsi alla convivenza in spazi di condivisione in una città che include e non esclude”. È la riflessione sul tema dei rom e dell’immigrazione di Fiore Isabella che, aggiunge: “l'occasione è stata istituita in tutto il mondo per celebrare la cultura rom e per tenere alta l'attenzione sui problemi e le discriminazioni subite da questo popolo. La storia dei Rom fa il paio con la parabola dei migranti il cui destino è legato a tanti fattori, in particolare alle condizioni del Mare che indicano un percorso pieno di incognite ma forse più veloce, se regge il caicco, delle carte messe in campo dal decreto flussi o addirittura delle richieste di ricongiungimento al papà del giovane africano del Mali che, nonostante sia munito di regolare nulla osta, aspetta che il consolato italiano di Dakar gli rilasci il visto d’ingresso nel Nostro Paese. E questa vicenda, che indica come sia più semplice affrontare il mare in tempesta, che far camminare una carta nelle quiete stanze di un’ambasciata, smentisce le teorie razziste di chi oppone all’esodo dei disperati l’improbabile, e solo propagandistica, soluzione dei blocchi navali”.

Ma in questa città, di converso, aggiunge Isabella: “sta peggiorando anche, grazie alla Lega locale, la sindrome dell’invasione, una patologia che rischia di raggiungere dimensioni preoccupanti se non si rimuovono dal collo dei postulanti i rosari che, in quel contesto offendono il Vangelo e lo mortificano. La stampa locale ha dato notizia dell’organizzazione di un gazebo informativo, per la raccolta di firme a sostegno di un progetto legislativo, promosso dal Comitato Remigrazione e Riconquista". Un’iniziativa illogica, in totale controtendenza rispetto ai dati ISTAT 2026 che ci consigliano non di rimandarli a casa ma di accoglierli per dare futuro al nostro Paese e respiro alle loro speranze. I dati sono significativi e rilevano una evidente crisi demografica: oggi il 37,1 di nuclei familiari è composto da una sola persona e la dimensione media familiare è scesa a 2,2 componenti. Le coppie con figli rappresentano ormai meno di un terzo del totale (28,4%), mentre aumentano le famiglie unipersonali e i nuclei monogenitori. Alla luce di tali dati, è grazie al contributo dell’immigrazione che riusciamo a mantenere la tenuta demografica: al 1° gennaio 2026 i cittadini stranieri residenti in Italia sono 5,56 milioni e l’incidenza sulla popolazione totale è del 9,4%. La crescita della popolazione straniera contribuisce quindi: a sostenere il numero di nascite (1 nato su 8 è straniero); a compensare il calo della popolazione italiana; ad alimentare il mercato del lavoro. E proprio in virtù di questo dato che l’idea di rimandarli casa evidenzia, in chi la propone, non solo una carenza di umanità ma anche di senso logico. Senza l’apporto futuro dei migranti gli anziani con i figli lontani ( anche loro in esodo verso altre terre promesse) rimarranno soli così come i territori che hanno perso il contatto con la vecchia base produttiva rischiano il degrado idro-geologico. Ne vale la pena? Io penso proprio di no”, conclude Fiore Isabella (Già Consigliere Comunale di Lamezia Terme).

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