
Lamezia Terme - Nell’ambito del progetto “RIVIVERE SAMBIASE – Sentieri d’arte e cultura nel Centro Storico”, giovedì 16 aprile 2026, alle 18.30, nel salone parrocchiale di San Francesco di Paola, in Via della Pace, si terrà l’evento dal titolo “Lottare per restare, restare per costruire – il concetto della RESTANZA legato al genius loci del centro storico di Sambiase”, promosso dall’Associazione AL VAGLIO APS Si tratta di un incontro in cui dialogheranno due tra i più noti operatori culturali della nostra città: Salvatore Giuseppe Di Spena e Francesco Bevilacqua; volutamente due generazioni diverse, nello spirito del progetto che promuove lo scambio intergenerazionale. Entrambi svilupperanno un concetto la cui paternità appartiene all’antropologo calabrese Prof. Vito Teti: quello della RESTANZA.
Di fronte all’abbandono complessivo della nostra terra di Calabria, dei suoi centri delle aree interne, ve n’è un altro che, come cittadini, avvertiamo con preoccupazione: l’abbandono dei nostri centri storici. Luoghi che rappresentano la nostra memoria, la nostra storia, spesso la nostra infanzia; pregevoli e solitari, ma che sembrano richiamarci alla responsabilità civile di mantenerli in qualche modo in vita.
Sarà un incontro in cui i relatori dialogheranno su come sia possibile attivare dinamiche di animazione culturale, sociale ed economica, partendo sì dalla pregevole intuizione della “RESTANZA” ma, anche attraverso una disamina critica costruttiva, con l’intento di trasformare il pensiero in azione.
Scrive Francesco Bevilacqua: "Restare, partire, tornare sono tre condizioni dell'abitare e dell'essere nel mondo (anche nel proprio Mondo) di Martin Heidegger. Implicano un'etica dell'abitare i luoghi. Che, come spiega Vito Teti con il suo concetto di "restanza", non vuole essere un restare impigliati nella rete del passato che ritorna, ne "La terra del rimorso" di Ernesto De Martino. La restanza è invece un guardare al futuro dei luoghi, a "Il senso dei luoghi" (sempre Teti), con disposizione al movimento, al cambiamento, alla trasformazione, alla creazione. Avendo sempre presente che "ogni tradizione è un'innovazione riuscita" come dice Pier Luigi Cervellati. Per cui, nessun tabù sul partire, sullo spaesarsi. Ma, nello stesso tempo, nessun pregiudizio sul restare, sul ri-trovare il luogo della propria origine, come scrive in un passo di "Lettere milanesi", Rainer Maria Rilke. Il restare, il tornare, l'approdare valgono solo se si ha cura dei luoghi e delle comunità. Perché "un paese ci vuole", come direbbe Pavese, ma nessun paese esiste e resistere senza la cura della sua comunità e di ciascuno di noi"
Il titolo dell’evento non è casuale. “Lottare per restare, restare per costruire” fu il motto che i giovani scout calabresi coniarono nel lontano 1976, un’intuizione ed un impegno che disegnò per molti ragazzi di allora la visione del loro futuro in Calabria; per alcuni fu un successo, per altri fu una utopia, insieme gioia ma anche dolore. La “restanza” è quindi un concetto ed un pensiero già presente nella società civile calabrese e specie lametina, dove lo scoutismo ha avuto un ruolo incisivo nell’educazione civica di tanti giovani. Rielaborare quel concetto e renderlo praticabile forse ci potrebbe aiutare a contrastare un abbandono che sembra irreversibile e che, purtroppo, in certi ambienti viene descritto addirittura come una soluzione, ma una soluzione che odora di “eutanasia”.
Nello spirito di inclusione e rispetto dell’ambiente, l’Associazione AL VAGLIO 2promuove la partecipazione con il trasporto pubblico gratuito per chi, da Nicastro e Sant’Eufemia, volesse raggiungere la sede dell’evento".
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