
Lamezia Terme - Dalla sezione cittadina della Lega intervengono a seguito delle dichiarazioni del Partito Democratico in merito alla recente revoca in Giunta, definendole “francamente paradossali”. Secondo la Lega “Un partito che negli ultimi mesi è stato attraversato da faide interne, scontri pubblici, epurazioni e regolamenti di conti finiti anche sulla stampa, oggi prova a ergersi a giudice della stabilità altrui. Una contraddizione evidente. Noi, per rispetto istituzionale, non siamo mai entrati nelle loro dinamiche. Ma oggi non possiamo accettare lezioni da chi non è riuscito a garantire equilibrio nemmeno al proprio interno. Nel merito, la questione è chiara. Governare significa condividere un metodo, una visione e un modello amministrativo. A Lamezia Terme questo modello è stato definito fin dall’inizio: sulle deleghe strategiche non esistono percorsi individuali, ma un lavoro collegiale, coordinato e orientato ai risultati. E lo ribadiamo con forza: già a giugno era stato concordato un metodo, un’impostazione chiara, che stava funzionando. Non siamo certamente dei folli che prima propongono, sostengono e valorizzano delle figure e poi, senza motivo, fanno marcia indietro. Non lo siamo e lo abbiamo dimostrato. Se si è arrivati a questo punto, significa evidentemente che qualcuno si è disallineato da quel percorso. Ma non è questo il tema”.
Per la Lega Lamezia, “Errare è umano, tutti possono sbagliare. Ma chi ha responsabilità di governo ha anche il dovere di intervenire quando quell’equilibrio viene meno. Decidere di non aderire a questo percorso significa naturalmente porsi fuori da questo stesso percorso. E questo vale per tutti, indistintamente. Ma sia chiaro: non si tratta di imporre una visione a qualcuno, ci mancherebbe. Si tratta di restare coerenti con ciò che abbiamo detto ai cittadini in campagna elettorale, con un indirizzo politico-amministrativo chiaro che nessuno può permettersi di dimenticare. E soprattutto si tratta di una evidenza oggettiva: è umanamente e tecnicamente impossibile gestire settori così strategici in maniera autonoma. Quel modello ha funzionato - e bene - proprio perché basato sulla condivisione. Quando questa viene meno, vengono meno anche i risultati. Le criticità sulla manutenzione stradale, il decoro urbano, le segnalazioni dalle periferie non sono opinioni: sono fatti concreti. Di fronte ai fatti, la politica ha il dovere di intervenire. Ed è quello che abbiamo fatto. E a chi oggi parla di rallentamenti diciamo con chiarezza: non devono preoccuparsi”.
Infine, precisano: “Già dalla prossima settimana partirà un lavoro organico, strutturato e pianificato. Ma soprattutto vogliamo essere altrettanto chiari sul cambio di passo che abbiamo avviato. Parliamo di visione, di velocità, di metodo. Parliamo di un cambio di metodo. Un cambio che la città chiede e che noi abbiamo deciso di attuare adesso, perché siamo ancora in tempo per riallineare tutto alle reali esigenze del territorio. Questo significa cambio di metodo, cambio di programma, cambio di azione amministrativa. E significa, soprattutto, uniformità all’indirizzo politico-amministrativo. Tutti dovranno muoversi nella stessa direzione. L’unica cosa che non tollereremo sono autonomie che producono risultati non in linea con le esigenze della città e che poi ricadono sulla responsabilità politica di chi ci mette la faccia. Noi la faccia ce la mettiamo, ma solo se c’è condivisione. Se la condivisione viene meno, non faremo sconti a nessuno. E diremo con chiarezza dove stanno le responsabilità. Questo sia chiaro a tutti, fin da subito. Al Partito Democratico consigliamo meno propaganda e più serietà. Qui non vince il singolo, non vincono i simboli. Qui vince il gruppo. Vince la squadra. Vince la città. E noi andremo avanti, senza tentennamenti”.
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