Lamezia, l'on. Lo Moro presenta interrogazione a Ministro Salute su morte bambina all'Ospedale di Lamezia

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Lamezia Terme, 3 marzo - Doris Lo Moro, deputato del Pd ha presentato un'interrogazione al Ministro della Salute sottolineando "la necessità di attivare, d'intesa con la Regione, un percorso che, a fronte di verificati casi di malasanità, assicuri effetti concreti all'accertamento delle responsabilità e restituisca fiducia nel sistema sanitario calabrese, incidendo sulle possibilità di errore e, contestualmente, sull'emigrazione sanitaria". "Non si può più assistere né a casi di malasanità che restano senza conseguenze – dice l’onorevole Lo Moro - né a pratiche difensive dei sanitari che spesso non sono messi in condizione di svolgere in tranquillità il loro lavoro, né è accettabile che si accumulino ritardi nell'esecuzione di lavori di cui c'é estrema urgenza". La parlamentare lametina ha aggiunto che nell’interrogazione ha volutamente posto l'attenzione “sulle necessità dell'Ospedale di Lamezia Terme, dove è stata operata di tonsille la piccola Sara, residente a Filadelfia, deceduta qualche giorno dopo l'intervento per cause ancora in corso di accertamento, e sui ritardi scandalosi nella realizzazione dell'Ospedale di Vibo, dove, secondo quello che riferisce la stampa, il padre della bambina era stato visitato e tranquillizzato poco prima di morire, nel 2003, e dove si sono registrati più casi di sospetta malasanità, e in particolare la morte assurda di due giovanissime, ricoverate per operazioni di routine". La Lo Moro conclude dicendosi "preoccupata delle conseguenze del commissariamento della sanità e delle condizioni che possono essere imposte dal Tavolo Massicci con riferimento al piano di rientro" e ha chiesto al Ministro di "garantire, attraverso una partecipazione attiva al tavolo interministeriale, che i tagli necessari per l'operazione di rientro non mettano a rischio la salute dei cittadini, intervenendo in maniera lineare anche su servizi che andrebbero potenziati e non ridotti e impedendo l'istituzione di servizi di cui la regione è carente, soprattutto nel settore della prevenzione e della riabilitazione".

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