
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme: Consapevole della serietà e della drammatica verità dei temi critici sollevati, veri nervi scoperti di un governo cittadino ormai dedito all'esercizio autoreferenziale del potere, non mi meraviglio che, contro di me, sia sceso massivamente in campo addirittura un intero partito (ciò che, se non fossi stato a conoscenza delle cose di Lamezia, mi avrebbe pure inorgoglito).
Registro, però, che neppure "Sel" riesce ad elevare il dibattito, e cioè a portarlo sui fatti e sulle soluzioni.
Invero anche il partito del sindaco non fa altro che personalizzare sterilmente, e riproporre quell'acida miscela di pochezza intellettuale, vittimismo e mala fede che, a questo punto, sembra essere il solo combustibile in dote al sindaco di Lamezia Terme.
I fatti sono molto semplici: la città è stremata da un'azione amministrativa rivelatasi inadempiente, inutile e dannosa, la cui responsabilità ricade sul sindaco e il suo cerchio magico; egli, per questo, non gode più in consiglio della maggioranza politica che pur lo aveva eletto.
E ciò perché il sindaco ha preferito e preferisce mantenere nei decisivi centri di potere la stretta cerchia dei suoi, pur corresponsabili dell'attuale fallimento, piuttosto che cambiare il suo personale gruppo dirigente, condividere l'attuazione del programma elettorale con le forze consiliari che lo hanno sostenuto e fatto eleggere, e finalmente agire nell'interesse di Lamezia.
Questo è ciò che mi ha fatto cambiare idea (e non solo a me) sul sindaco Speranza: capire che per il primo cittadino vale più il suo cerchio magico, che non la città ed il programma elettorale che pur lo ha legittimato.
Se dunque, rimasto senza numeri in consiglio, il sindaco non si dimette, questo vuol dire, allora, che esiste una maggioranza "occulta" che lo ha sostenuto e lo sostiene (prescindendo dal suo programma elettorale). In questo secondo caso, egli ha l'obbligo di rendere palesi le fonti ed i termini del suo potere. Perché non lo fa?
Altro che brand Speranza cui sarebbe da attribuire l'esclusivo merito della vittoria del 2010! Quel sindaco fu eletto si con il 66% dei consensi, ma, ricordo, solo al ballottaggio, e con l'appoggio segretamente negoziato, almeno, con il Terzo Polo, per come soltanto ben dopo le elezioni è stato ammesso da lui stesso. Quanto alle liste, non meno decisive per la sua elezione, mi pare ancora di vederli, sindaco e sodali, con la faccia, che oggi posso dire di Gerione, bussare alla mia porta (ed alla porta degli altri moderati come me), per convincermi ad una scelta di impegno civico a sostegno della buona amministrazione della città.
Tutto ciò rivendico di poterlo dire per il ruolo sempre indipendente e mai complice che ho costantemente assunto in consiglio comunale, dove sono rimasto critico, ed oggi sono orgoglioso di non essere stato coinvolto e cooptato in nessuno dei fatti amministrativi che, per la mia impostazione, non avrei mai potuto condividere.
Così come, quanto alla Sacal, rivendico (come ho rivendicato) di essermi proposto: non altro avrei potuto fare essendo io fuori dal cerchio che intendevo rompere. Ho ritenuto di poter godere della fiducia del sindaco che, in determinati settori, deve essere di carattere tecnico. E poichè ciò ho fatto in piena liceità giuridica, etica e morale, sbaglia chi parla di una mia "ammissione" (perché tale termine presuppone una colpa).
Tutto ciò, però, non può distogliere dal fatto che la matematica non è un'opinione e che la proposta politica di fine mandato del sindaco non ha convinto il consiglio.
Resta che, a dispetto della nota " sellizzazione" dei centri di potere della macchina comunale, Sel, come forza politica di Lamezia Terme, rimane assoluta minoranza, la quale ha sin qui comandato solo per via di un sostanziale inganno, quello di un patto elettorale disatteso. Concludo che, allo stato, ad essere "facilitati" sono proprio il sindaco ed il suo cerchio magico, in quanto continuano a governare (si fa per dire) la città, con l'inevitabile gradimento dell'attuale centro destra e di quelle altre forze politiche che, si può intuire, sono ben ricompensate per le azioni di sostegno al suo operato.
Gianfranco Spinelli
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