
Lamezia Terme - Padre Giuseppe Martinelli dopo la festa di San Francesco di Paola nel quartiere di Sant’Eufemia sottolinea come l’evento sia stato “l’occasione per rinsaldare dei rapporti, per ricostituire un tessuto sociale compatto, ma soprattutto per riaccendere nei cuori di tanti la voglia di lottare per un territorio migliore e a misura d’uomo. Molto positivo è stata la preparazione alla festa, da mesi attraverso comitati, incontri e coinvolgimenti a vari livelli, abbiamo riassaporato, al di là delle differenze, la bellezza del lavorare insieme per un bene e valori non privati o di interesse personale, ma collettivo. Quando nell’uomo c’è l’anelito e la propensione al bene tutto ciò che si realizza assume colori ed effetti straordinari. Quando abbiamo iniziato a riflettere su cosa potevamo fare per il nostro quartiere avevamo dinanzi solo un sogno, forse una bella utopia, ma quando il sogno e l’utopia è supportata da piedi impiantati nel terreno (territorio) di una umanità concreta allora tutto diventa realtà. Qui a Sant’Eufemia si sta assistendo ad un piccolo cambiamento, siamo di fronte a un nuovo umanesimo che vuole emergere, quello di popolo, non di populismo, ma di un popolo che, stanco di tante promesse e burocrazie varie, ha deciso di occuparsi in prima persone del bene comune, di supportare con i propri mezzi alla rinascita di Sant’Eufemia”.
Nella nota viene evidenziata anche l’importanza del “gruppo per il bene comune” che ha il compito di tematizzare le varie esigenze del territorio per poi presentarle alle istituzioni competenti, “cerca di essere - afferma - la voce dei singoli presso chi ha il compito di governarci e tutelarci. Altra esperienza significativa è stata quella di convocare per ben tre volte gli imprenditori, i commercianti e la comunità Cinese presente sul territorio, tali incontri hanno avuto come unico obiettivo quello di far comprendere che la loro presenza professionale sul territorio e i loro investimenti a favore di questa comunità diventano per tutti una grande testimonianza che la loro professionalità e competenze sono anche al servizio del bene comune di sant’Eufemia e al suo sviluppo integrale. La festa non è stato e non vuole essere il punto di arrivo, ma è stato un vero laboratorio dove abbiamo sperimentato che solo insieme è possibile concretizzare i sogni, solo insieme è possibile dare un frammento di futuro a questo nostro paese. Dalla festa alla vita in comune, dalla festa alla realizzazione di piccoli progetti, soprattutto culturali, che mirino a ricoltivare nell’animo umano la volontà di collaborare in maniera seria e corresponsabile al bene comune. Ci auguriamo che le Istituzioni non abbandonino questa parte di territorio, ma aiutino con azioni concrete a far ri-credere che solo insieme è possibile attuare la cultura della solidarietà e della sussidiarietà”.
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