
Lamezia Terme - Una malata oncologica racconta la sua esperienza e, tra paura e speranza, scopre l’opera dei volontari dell’A.C.M.O., l’Associazione Calabrese Malati Oncologici, che ogni giorno accompagnano i pazienti non solo alle terapie, ma dentro un percorso fatto di umanità, ascolto e sostegno concreto.
La lettera aperta
“Gli angeli esistono davvero! Prima di imbattermi in questa “avventura” non conoscevo l’associazione A.C.M.O. (acronimo di Associazione Calabrese Malati Oncologici). Poi quando gli eventi ti travolgono, scopri realtà sommerse che pensavi esistessero solo nelle migliori serie televisive. Molte sono le associazioni di volontari nel mondo, ma la cosa che colpisce è come questo servizio viene svolto a Lamezia Terme. Ad iniziare dal personale di Segreteria che organizza i turni, a finire a chi viene a prenderti e a riaccompagnarti sotto casa, tutto parla di gratuità infinita. Non è il trasporto fisico, fondamentale per carità, ma è il modo in cui viene offerto. I volontari dell’A.C.M.O. abbracciano diverse fasce di età: alcuni sono alla ricerca della prima occupazione, altri in pensione e altri in pieno regime lavorativo che pur di rendersi disponibili per mettersi a servizio dei malati oncologici, sacrificano il proprio giorno libero o fanno ore in più per recuperare quel tempo da spendere al servizio di chi ha bisogno del passaggio. Quel furgoncino trasuda di empatia, umanità, sorrisi e parole che in quel momento stemperano la tensione di chi quella mattina deve affrontare la terapia oncologica, o nella migliore dell’ipotesi, dissolve l’ansia di chi deve sottoporsi a visita di controllo. L’associazione ti prende per mano, nel vero senso della parola, ti accompagna nei vari ambulatori, dal personale sanitario, se necessario interviene sia nel disbrigo delle carte che nell’interlocuzione con i medici, insomma il paziente oncologico percepisce una sorta di alone protettivo e soprattutto non si sente un peso per nessuno. La generosità dell’animo riflette quella materiale perché non c’è modo di ricambiare la loro gentilezza con un’umile tazzina di caffè, loro non lo permettono, anzi hanno piacere quando l’esito della visita effettuata o della terapia, viene condiviso al bar davanti ad una tazzina di caffè (e altro) che loro esigono di offrire con tutto il cuore. Oltre al trasporto fisico, che a volte richiede due turni nella stessa giornata, l’associazione mette a disposizione la consulenza gratuita con illustri professionisti del settore e quando necessario è il volontario che li preleva a casa, li porta davanti al medico prendendosi l’onere di illustrare la storia clinica del paziente, per poi riportarlo a casa. Parola chiave: “Come stai? Dai coraggio…” A.C.M.O.: un’oasi nel deserto, ad maiora semper. Grazie”.
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