
Lamezia Terme - Anche le spiagge del lametino si tingono di blu. A causa delle mareggiate e del forte vento, in questi giorni, sulle spiagge del Tirreno calabrese è tornato quello che è considerato un fenomeno ciclico: migliaia di Velella velella si arenano lungo i litorali. Passato il maltempo, le onde hanno trasportato a riva questi idrozoi coloniali, parenti delle meduse. Passeggiando sulla battigia, tra vari rifiuti e pezzetti plastica restituiti dal mare, è possibile osservare il fenomeno.
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A colpire è la loro presenza massiccia. In migliaia, infatti, si sono spiaggiate anche alla Marinella, così come nelle altre zone costiere del Tirreno calabrese. Le mareggiate ne hanno lasciate migliaia, in più riprese. Quelle più lontane dalla riva sono già in decomposizione, mentre vicino all’acqua si possono ancora osservare con la loro vela e il caratteristico colore blu.
Si tratta di associazioni di individui fisicamente uniti tra loro che vanno a formare un unico organismo. Conosciute anche come “barchette di San Pietro” per via della loro “vela” trasparente inclinata che le permette di sfruttare il vento per spostarsi sulla superficie del mare. Vive in mare aperto e galleggia grazie a una struttura piena d’aria. Poiché la Velella velella non può nuotare controcorrente, quando vento e correnti la spingono verso terra, grandi quantità possono accumularsi sulle spiagge in poco tempo. Anche se la loro presenza massiccia e il conseguente odore molto pungente dovuto alla decomposizione possono destare preoccupazione, le velelle non sono pericolose per l'uomo e non sono urticanti come le meduse, ma sempre meglio non camminarci sopra.

A spiegare il fenomeno sulle nostre coste è la referente Wwf Catanzaro Gruppo Attivo Tirreno, Monica Straticò: “l'aumento delle Velella velella, comunemente note come 'barchette di San Pietro', sulle spiagge è un fenomeno primaverile naturale che si è intensificato negli ultimi anni. Le cause principali sono legate a un mix di fattori meteorologici, oceanografici e, potenzialmente, al cambiamento climatico”.

I fattori principali che portano a questo aumento sono, precisa la referente Wwf: “venti e correnti in primo luogo. Le velelle vivono al largo in superficie e si muovono grazie a una piccola "vela" chitinosa. I venti predominanti dai quadranti meridionali (sud-sudest), tipici delle tempeste primaverili, le spingono massicciamente verso le coste. L’aumento della Popolazione (Bloom): le temperature invernali del mare più calde del solito possono favorire una maggiore sopravvivenza e riproduzione, provocando un "boom" demografico (bloom) delle colonie al largo. E, ancora, nutrienti e cibo: il maltempo porta a una risalita di nutrienti dalle acque profonde (upwelling), che stimola la crescita del plancton. Aumentando il cibo, aumentano di conseguenza le velelle. Tra i possibili fattori anche l'aumento delle temperature dei mari e le variazioni nei pattern del vento, associati al cambiamento climatico, rendono questi spiaggiamenti più frequenti e anticipati negli ultimi anni”.
Dopo la riproduzione alle porte della primavera, la maggior parte di questi piccoli organismi (lungo circa 2-7 cm) muore. Lo spiaggiamento è, quindi, un evento naturale, ciclico e non preoccupante. Come un lungo tappeto blu, questi piccoli organismi regalano così uno spettacolo naturale anche sulle spiagge del lametino.
R. V.


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