
Lamezia Terme - Non solo uno spettacolo di grande musica, ma anche di vite intrecciate e di ricordi che non appartengono solo al passato. Nei due concerti calabresi organizzati da AMA Calabria, diretta da Francescantonio Pollice, Gianluca Guidi con il suo “Frank Sinatra. The Man and His Music”, al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme e al Teatro Comunale di Catanzaro, ha preso per mano il pubblico, conducendolo in un viaggio appassionato e ironico dentro l’universo del crooner americano, ma anche dentro quello di un figlio che ha ereditato la musica, vissuta sin dalla sua giovinezza.
Un racconto che scorre come una conversazione intima
Nel silenzio di un’attesa piena di curiosità, i musicisti sono entrati con discrezione, uno alla volta, come se stessero prendendo posto in un salotto elegante più che su un palcoscenico. A loro si è aggiunto Gianluca Guidi, con una naturalezza che non richiedeva presentazioni. Era il momento che tutti aspettavano. Senza effetti e senza esitazioni, hanno attaccato una versione frizzante e piena di brio di The Lady Is a Tramp. È stato come se, all’improvviso, si fosse aperta una finestra: l’aria del teatro è cambiata all’istante, diventando più viva.
Da quel momento, il concerto ha preso la forma di una conversazione condivisa. Guidi ha trasformato il palco in un luogo intimo, quasi domestico. Non ha raccontato “al” pubblico, ma “con” il pubblico. Non si è limitato a cantare Sinatra: lo ha narrato. Con una semplicità disarmante, ha intrecciato canzoni e aneddoti, storie di studio, di amori complicati, di amicizie, di successi che facevano allungare le file fuori dai teatri per isolati interi. Ogni episodio era un invito a entrare nella vita di The Voice, e il pubblico ha risposto con entusiasmo, dialogando, completando frasi, ridendo, lasciandosi trascinare.
C’è stato qualcosa di profondamente appassionato nel modo in cui Guidi ha modulato la voce per far emergere il senso delle parole, proprio come faceva Sinatra quando rileggeva un testo finché non ne afferrava l’anima. Nessuna imitazione, nessuna copia: solo interpretazione, nel senso più autentico del termine.
Un trio che ricama sulle note
Questa atmosfera confidenziale trovava un contrappunto perfetto nella qualità dei musicisti che lo accompagnavano. Accanto a Guidi, infatti, c’erano tre artisti che non sono stati semplici accompagnatori, ma suoi complici. La sezione ritmica composta da Dario Rosciglione al basso e Alessandro Marzi alla batteria è stata il cuore pulsante della serata, solida e raffinata. Con loro, Claudio Colasazza, il cui pianoforte è sembrato respirare insieme alle canzoni. Le sue mani correvano sugli ottantotto tasti con una naturalezza che trasformava ogni brano in una piccola architettura sonora: tessiture leggere, improvvise impennate, carezze armoniche che rendevano ogni introduzione un mondo a sé.
Le canzoni come capitoli di una vita
Sostenuto da un trio così elegante, Guidi ha potuto attraversare la scaletta come se sfogliasse un album di ricordi. L’omaggio all’American Songbook era rispettoso e appassionato. I nomi citati di Cole Porter, Quincy Jones, Don Costa e dei “compari” del Rat Pack – Tony Bennett, Dean Martin, Sammy Davis Jr., Peter Lawford e Joey Bishop – hanno aggiunto una nostalgia che ha riportato inevitabilmente alle esibizioni al leggendario Sands Hotel and Casinò di Las Vegas.
Alcuni momenti hanno avuto una forza emotiva particolare. Strangers in the Night, cantata in italiano (Solo più che mai), è stata una dichiarazione d’amore al padre Johnny Dorelli, evocato più volte con affetto e ironia. In quel brano la somiglianza vocale tra i due è stata quasi incredibile, e Guidi non ha mancato di scherzarci su, raccontando l’esilarante episodio del sipario che nel 1962 “rapì” suo padre impedendogli di stringere la mano a Sinatra.
La malinconia di Moon River ha riportato tutti per un attimo davanti alla vetrina di Tiffany, mentre The Shadow of Your Smile ha immerso il teatro in un silenzio carico di dolcezza. E poi c’è stato Mack the Knife, introdotto da una narrazione ricca di dettagli, quasi un piccolo romanzo musicale. Laa storia di Bertolt Brecht e Kurt Weill ha aggiunto fascino e accresciuto l’attesa.
Un artista che si diverte e fa divertire
Questo viaggio musicale non sarebbe stato lo stesso senza la presenza scenica di Guidi. Sul palco si è mosso con la naturalezza di chi conosce il mestiere e lo ama. Ha scherzato, improvvisato, giocato con il pubblico durante i suoi racconti, ma qualcosa di magico si è creato soprattutto nelle sue performance vocali. Con una voce precisa e controllata, è passato dalla delicatezza di All the Way alla bellezza imponente di My Way. Guidi ha dimostrato di essere un eccellente crooner, ma anche un narratore, un attore, un artista che sa portare sul palco la sua storia familiare senza mai indulgere nella nostalgia. La sua ironia è leggera, mai invadente, e proprio per questo conquista.
Un pubblico che non voleva andare via
È stata la sua eleganza a conquistare il pubblico, che alla fine di ogni brano gli ha tributato applausi sinceri, quasi riconoscenti per aver fatto rivivere ricordi che la memoria aveva sopito. My Way è stato il momento più atteso: un finale che ha fatto esplodere il teatro in una vera ovazione, lasciando tutti con il sorriso e la sensazione di aver assistito a qualcosa di unico.
Un omaggio che diventa esperienza
“Frank Sinatra. The Man and His Music” non è stato un semplice concerto. È stato un modo per ricordare che la musica, quando è fatta con rispetto e passione, non invecchia mai. Guidi non ha cercato di essere Sinatra: ha cercato di farci capire perché Sinatra continua a essere nei cuori di tutti. E ci è riuscito, con grazia, ironia e una profonda sensibilità artistica. L’evento è realizzato con risorse PAC 2014-20 erogate ad esito dell’Avviso “Distribuzione Teatrale 2025” dalla Regione Calabria – Settore Cultura
La stagione teatrale di AMA Calabria proseguirà con “Il Padrone”, in cui una splendida Nancy Brilli sarà protagonista di una messinscena che unisce riflessione storica e tensione narrativa; un testo divertente e lucidamente spietato sul sesso e sull’amore, che attraversa uno spettro ampio che va dalla commedia alla tragedia. I biglietti per assistere a “Il Padrone” sono disponibili presso la biglietteria del Teatro Comunale di Catanzaro, oppure s’invita a consultare il sito www.amaeventi.org, per l’acquisto on line. Per ulteriori informazioni ci si potrà rivolgere alla segreteria al numero telefonico 0961.741241 e 389.0670191, oppure contattandoci alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
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