Sanità, Consiglio regionale approva la legge per riportare medici pensionati in corsia e fronteggiare le carenze

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Reggio Calabria -   Riportare in corsia i medici già in pensione. E' l'oggetto della legge approvata oggi all'unanimità dal Consiglio regionale della Calabria per fare fronte alle carenze di organico negli ospedali. A presentare la proposta sono stati il presidente dell'assemblea Salvatore Cirillo e i capigruppo della maggioranza di centrodestra. La legge dà adesso la possibilità alle Aziende di conferire, in via transitoria, incarichi di lavoro autonomo a medici del Servizio sanitario regionale o nazionale collocati in quiescenza, per lo svolgimento di attività cliniche, assistenziali, di emergenza, di continuità assistenziale e di supporto ai servizi territoriali. Gli incarichi saranno conferiti prioritariamente negli ambiti riguardanti, i pronto soccorso e la medicina d'urgenza; la medicina interna, la geriatria e le discipline d'area medica; l'anestesia e la rianimazione; la medicina generale e l'assistenza primaria. Tra gli obiettivi quello di scongiurare la paventata chiusura degli ospedali di Polistena e Locri per carenza di medici. La legge si inserisce in un quadro di complementarità con l'emendamento al decreto Milleproroghe in corso di presentazione in sede parlamentare che prevede la stessa possibilità. L'iniziativa legislativa regionale è stata pensata per colmare il vuoto temporale necessario alla conversione in legge dell'emendamento, assicurando una risposta immediata alle criticità del sistema sanitario calabrese.

La seduta 

Si è riunito oggi, nell’Aula “Francesco Fortugno” di Palazzo Campanella, il Consiglio regionale della Calabria, che ha approvato all’unanimità la proposta di legge regionale recante “Disposizioni per garantire la continuità dei servizi sanitari regionali”. Ad inizio lavori, nel dichiarare aperta la seduta, il presidente del Consiglio regionale ha espresso, a nome dell’intera assemblea, sentimenti di cordoglio nei confronti del vicepresidente della Giunta, Filippo Mancuso. Ha invitato quindi l’Aula a osservare un minuto di silenzio in memoria delle giovani vittime della tragedia di Crans-Montana, in Svizzera.  

Si è dunque passati all’ordine del giorno. Il provvedimento, illustrato in Aula dal Presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, primo firmatario della proposta di legge, introduce misure straordinarie e temporanee finalizzate a salvaguardare la stabilità del Servizio sanitario regionale, in una fase ancora segnata da una grave carenza di personale medico, soprattutto nei presidi delle aree interne e nei reparti maggiormente esposti a criticità d’organico.

Nel corso della relazione, il presidente Cirillo ha evidenziato come l’intervento legislativo si renda necessario per garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e tutelare il diritto costituzionale alla salute, evitando il rischio di interruzioni nei servizi pubblici essenziali. Pur a fronte dei passi avanti compiuti nel processo di riorganizzazione della sanità calabrese, permane infatti una difficoltà strutturale nel reperimento di personale medico qualificato attraverso le ordinarie procedure concorsuali.

In attesa del completamento dei piani di assunzione a tempo indeterminato, la legge prevede il ricorso a strumenti flessibili che consentano di reinserire nel sistema sanitario competenze professionali già consolidate, disciplinando il conferimento di incarichi libero-professionali a medici collocati in quiescenza. Tali figure rappresentano una risorsa immediatamente disponibile per sostenere i reparti in sofferenza. Il testo individua in modo puntuale gli ambiti prioritari di intervento, nei quali è necessario garantire la continuità assistenziale, tra cui: pronto soccorso e medicina d’urgenza, anestesia e rianimazione, medicina interna, chirurgia generale, continuità assistenziale e servizi territoriali. Gli incarichi possono essere conferiti a medici in possesso di idoneità psico-fisica e che non abbiano riportato sanzioni disciplinari gravi negli ultimi cinque anni di servizio. La durata degli incarichi è fissata in un massimo di 12 mesi, rinnovabili una sola volta in presenza di comprovata necessità.

La legge introduce inoltre un rigoroso sistema di monitoraggio, prevedendo che le Aziende sanitarie trasmettano alla Regione una relazione dettagliata sugli incarichi conferiti, mentre la Giunta regionale è tenuta a informare annualmente il Consiglio sullo stato di attuazione della normativa. Sotto il profilo finanziario, il provvedimento non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, poiché la copertura è assicurata dalle risorse già stanziate nei bilanci delle singole Aziende del Servizio sanitario regionale. "Si tratta di una misura di responsabilità – ha affermato Cirillo a margine dei lavori – che consente di dare una risposta immediata alle criticità del sistema sanitario regionale, nelle more del completamento dei piani di assunzione e in coerenza con il percorso normativo nazionale".

Il Presidente del Consiglio regionale ha richiamato il valore della leale collaborazione istituzionale, sottolineando come il provvedimento si inserisca «in un quadro condiviso con la Giunta regionale guidata dal Presidente e Commissario alla Sanità Roberto Occhiuto e la rappresentanza parlamentare calabrese, a partire dell’onorevole Francesco Cannizzaro». "L’approvazione all’unanimità di questo provvedimento – afferma il Presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo – assume un significato politico e istituzionale di particolare rilievo. È la dimostrazione del senso di responsabilità espresso dall’intera Assemblea, capace di superare le legittime differenze per compattarsi su un tema che riguarda direttamente la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. Il voto unanime rappresenta un segnale chiaro di coesione istituzionale e di attenzione concreta verso la Calabria e i suoi territori. Per questo ringrazio tutti i consiglieri, di maggioranza e di minoranza, per il contributo responsabile offerto. Quando sono in gioco gli interessi della collettività, la politica è chiamata a dare risposte unitarie: oggi il Consiglio regionale ha dimostrato di saperlo fare".

Il dibattito

È una misura che serve e che è necessaria, ma non si può intervenire sempre sull'emergenza. È questa la posizione dalla minoranza del Consiglio regionale sulla proposta di legge recante "Disposizioni per garantire la continuità dei servizi sanitari regionali". Ha aperto gli interventi Ferdinando Laghi (Tridico Presidente), che ha riconosciuto "la necessità di un provvedimento, anche se temporaneo, perché in assenza di questa proroga e in attesa che entri in vigore l'annunciata modifica alla normativa nazionale, che dovrebbe rendere stabile la possibilità di impiegare i medici in pensione, si creerebbe un vuoto che nella situazione attuale della sanità calabrese rischierebbe di assumere proporzioni drammatiche". Laghi ha quindi annunciato il suo voto favorevole "di coscienza - ha detto - e non di appartenenza politica, ma di responsabilità civile e anche professionale". Giuseppe Ranuccio (Pd) ha sottolineato l'emergenza della discussione.

"Se stiamo qui, e lo avete ammesso voi stessi - ha affermato Ranuccio rivolto alla maggioranza - è per il clamore mediatico sollevato da cittadini e dai comitati per la salvaguardia di un bene primario. Si rimedia ad un vostro errore. Correte ai ripari e riuscite pure a strappare gli applausi. Ma si sta solo spostando il problema, mentre ci saremmo aspettati un piano di riforma vera della sanità calabrese e non una misura di emergenza". Secondo Filomena Greco (Casa Riformisti - Italia Viva), "si tratta di un provvedimento che va letto all'interno del conflitto tra la politica del racconto e la politica della realtà. Siamo qui - ha detto Greco - per dare una mano, perché convinti dell'importanza di un processo che deve andare avanti, ma è arrivato il momento di chiudere qualche canale tik-tok e aprire canali tecnici per dare risposte alle tante sofferenze che i nostri cittadini vivono". Per la maggioranza é intervenuta Rosaria Succuro (Occhiuto Presidente), che ha ricordato "gli anni pesantissimi vissuti in passato dalla sanità calabrese", illustrando "i passi avanti che sono stati compiuti nel settore". Gli ha risposto Elisa Scutellà (M5S), che ha rilevato come "il provvedimento parta da una situazione tragica che si è verificata nell'ospedale di Polistena. Ma non si tratta di un caso circoscritto perché l'emergenza sanitaria si presenta in tutta la Calabria. Un'emergenza che è figlia della malapolitica e che non si risolve con una soluzione tampone. Quello che serve, piuttosto, é un piano strutturale". Sugli stessi toni si è espressa Elisabetta Maria Barbuto (M5S), che ha definito l'esame della legge, "sulla quale - ha detto - non ci tireremo indietro nella necessità di votarla", "un'occasione per riflettere su tanti aspetti della sanità calabrese".

Daniela Iiriti (FdI), ha definito "doveroso" l'intervento sulla sanità, aggiungendo che "la riunione di oggi, evidenzia la solerzia del Consiglio regionale nel rispondere alle emergenze causate da un vulnus normativo". Ernesto Alecci (Pd) ha sostenuto che "il deficit di capacità amministrativa nella sanità è sotto gli occhi di tutti", ricordando "il momento in cui, quattro anni fa, il presidente Occhiuto chiese tutti gli strumenti per lavorare. Presidente - ha aggiunto Alecci - gli strumenti glieli abbiamo dati, ma il cambio di passo soprattutto nell'organizzazione sanitaria, non lo abbiamo visto". Secondo Vincenzo Bruno, del gruppo "Tridico Presidente", "dobbiamo dire grazie ai Comitati civici di Polistena se il Consiglio regionale si occupa oggi di sanità. Serve parlare del sistema nella sua interezza, che è stato smontato. Un tema che il Consiglio regionale deve affrontare". Domenico Giannetta (FI) ha affermato che "la presentazione della legge si lega ad un senso di responsabilità istituzionale. É un segnale che è arrivato dai territori e il Consiglio ha scelto di rispondere con i fatti", ha aggiunto Giannetta, invitando "l'intera Assemblea a sostenere l'appello del presidente Occhiuto per attrarre i medici residenti sul territorio nazionale ed all'estero a venire a lavorare in Calabria". Rosellina Madeo (Pd) ha definito la proposta presentata "l'unica percorribile, ma non la più opportuna". 

Nel prosieguo del dibattito è intervenuto il capogruppo della Lega-Salvini, Giuseppe Mattiani. "Avrei voluto soffermarmi - ha detto - sulla proposta di legge che abbiamo messo in campo, e nonostante ci sia la disponibilità della minoranza di dare il proprio consenso a questa proposta, c'è sempre il risvolto negativo. Si parla sempre della parte negativa e mai di quella positiva".    "Ho assistito - ha affermato Giuseppe Falcomatà, del gruppo del Pd - da un lato alla strenua difesa di posizione per richiamare il motivo per oggi siamo qui e dall'altra abbiamo ascoltato ancora bugie". Il consigliere Riccardo Rosa (Noi Moderati) ha rilevato "la contrapposizione tra l'annunciato voto favorevole al provvedimento e i contenuti di dichiarazioni e comunicati stampa. Ringrazio il presidente Occhiuto che anche come Commissario ad Acta della sanità sta lavorando con grande dedizione per risolvere i problemi che oggi anche la minoranza ha evidenziato".

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