Operazione contro narcotraffico nel Vibonese, Curcio: “Cosche sempre più attive con dark web e nuove tecnologie”

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Catanzaro – Dalla provincia di Vibo Valentia a Lazio, Piemonte e Abruzzo per spacciare cocaina e marijuana soprattutto tra i giovanissimi e utilizzando sistemi criptati di comunicazione. Questo il cuore dell’indagine, coordinata dal procuratore capo della Dda di Catanzaro Salvatore Curcio, ed eseguita dal Comando provinciale Catanzaro e il Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) della Guardia di Finanza che ha portato oggi all’esecuzione di 15 misure cautelari contro la cosca Maiolo di Acquaro, in provincia di Vibo Valentia. All'esito delle indagini - a cui ora dovranno seguire i necessari accertamenti processuali volti ad accertare la responsabilità di tutti gli indagati - sono stati ricostruiti, complessivamente, numerosi episodi di compravendita e occultamento di droga.

"Sono state eseguiti 12 arresti e altre tre misure cautelari - ha spiegato Curcio nel corso della conferenza stampa - Le indagini riguardano la locale di Ariola nelle attività legate al narcotraffico, principale fonte di finanziamento della cosca. Una peculiarità è legata all'evoluzione tecnologica della criminalità organizzata, che utilizza ormai non più i pizzini ma sistemi criptati nelle comunicazioni proprie del dark web. Questo ci dà la misura anche di quanto sia complicata l'attività di indagine. Sono state ricostruite le transazioni di quasi una tonnellata di marijuana e 11 kg di cocaina per un valore di 10 milioni di euro”.

"Si tratta di un’azione portata avanti con i gruppi di varie parti d'Italia – ha aggiunto Pierpaolo Manno, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro - Il mercato di riferimento era quello laziale, abruzzese e piemontese. Due aspetti sono particolari: il salto di qualità sui sofisticati mezzi tecnologici usati per i traffici illeciti e la celerità con cui si è arrivati alle misure cautelari, dal momento che le richieste risalgono a settembre 2025. Sono stati impiegati 80 finanzieri in tutta Italia".

"Il dominus del sodalizio – ha detto Salvatore Tramis, comandante del Nucleo di polizia economico-finanziaria - secondo le nostre ricostruzioni sarebbe Angelo Maiolo, già condannato per altri reati al 416 bis, che avrebbe gestito il traffico di sostanze stupefacenti in varie regioni. Abbiamo utilizzato tecniche tradizionali e analitiche nelle indagini anche nella ricostruzione dei flussi di contante sottoposti a sequestro. In sostanza, i corrieri partivano dal Vibonese per effettuare i rifornimenti soprattutto in Abruzzo, dove l'organizzazione gestiva un hub utilizzato per il deposito di stupefacenti”.

G.V.

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