Lamezia, “Deteriorate” al tipteatro: tra fotografia, teatro e performance targati Dehors-Audela

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Lamezia Terme - "Continua la ventiduesima edizione di RiCrii, rassegna di teatro contemporaneo al tipteatro biblioteca di Lamezia Terme, questa domenica 12 aprile alle ore 18:00 grande attesa per un momento artistico e performativo che promette di rimanere impresso a lungo per la densità della ricerca e per l’originalità della scena" è quanto si legge in una nota. 

"DETERIORATE, un progetto del gruppo Dehors-Audela, con Elisa Turco Liveri, immagini e suoni di Salvatore Insana, si muove infatti tra la fotografia, il teatro e la performance, in un amalgama che emoziona e stupisce.

“Deteriorate nasce da una approfondita esplorazione dell'archivio del fotografo calabrese Totò Musolino: tra gli oltre 500mila negativi presenti all'interno del suo studio – raccontano gli artisti – abbiamo selezionato alcune foto che, per deterioramento e cattivo stato di conservazione, hanno perso alcuni elementi all'interno dell'immagine, tratti somatici o parte della scena ritratta”.

"La lotta tra l'accadere e l'accaduto è un percorso irreversibile? Se c'è qualcosa che resta, è forse proprio e solo ciò che non torna. Fotografie deteriorate da corrosioni che rimodellano le figure. Una continua metamorfosi. Un magma corrosivo che esclude alcuni elementi, interroga l'ordine degli oggetti all'interno dell'immagine, agendo lentamente nel tempo. Reazioni chimiche in dialogo con le ambiguità del passato. La storia (mancata) di due di noi, di due tra noi, una storia collettiva, connettiva. Una saga familiare frutto di una decomposizione felice, frutto di un ossessivo comporre/scomporre/ricomporre". 

"Tornare ad essere al centro dell'universo del possibile. Il lusso del perdere la testa, perdere l'identità per corrosione, ti restituisce un futuro e ti riporta in uno stato eternamente nascente, quello del poter essere tutto e niente, nella dimensione generativa del reinventare tramite gli enigmi della memoria, le mancanze, i buchi. Deteriorate non cerca risposte rassicuranti, chiede invece qualcosa di più difficile: accettare che la perdita non sia solo una sottrazione, ma anche una forma di trasformazione. Che il deterioramento non cancelli il senso, ma lo riposizioni".

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