Operazione “Black out” contro banda del rame con arresti anche a Lamezia: dopo dieci anni arriva sentenza di appello

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Catanzaro - A dieci anni dall’operazione, si è concluso il processo di appello dell’operazione denominata “Black out” scattata nel marzo 2016 volta a sgominare un'organizzazione criminale dedita alla ricettazione e riciclaggio di rame di provenienza furtiva. La Corte di Appello di Catanzaro, terza sezione penale, Presidente Antonio Battaglia e, a latere i giudici consiglieri Carlo Fontanazza e Paola Ciriaco, in riforma della sentenza del tribunale di Cosenza del marzo 2023 ed appellata da alcuni imputati, assolve: Angelo Fabio Perri (difeso dall’avvocato Aldo Ferraro); Giuseppe Lucchino (difeso dall’avvocato Vincenzo Galeota e Alessandro Parisi) dal reato di associazione a delinquere, per non aver commesso il fatto. I due erano stati condannati in primo grado a 5 anni di reclusione ciascuno, per le ipotesi di ricettazione del rame è stata dichiarata la prescrizione. La Corte ha assolto anche Francesco Bartucci, Giovanni Bandiera e Giovannino Gallo dal reato loro ascritto al capo a) per non aver commesso il fatto.

Ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti di Carriere Franco, Ciardullo Silvio, Adam Daniel, Cotet Andrei, Munegato Marcello Belsito Lidia e di Bartucci, Perri, Lucchino, Bandiera, Gallo, in ordine ad alcuni reati a loro ascritti per essersi estinti per intervenuta prescrizione. La Corte ha confermato nel resto la sentenza di primo grado e indicato in 90 giorni il termine per il deposito della motivazione della sentenza.

Tredici le misure cautelari eseguite all’epoca dalla Polizia di Stato di Cosenza, dagli agenti della Polizia scientifica del commissariato di Lamezia Terme e dal corpo forestale dello Stato nelle province di Cosenza e Catanzaro nel corso dell’operazione “Black out”. L'indagine era stata coordinata dal Procuratore capo Dario Granieri e dal Procuratore aggiunto Marisa Manzini.

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