Celebrata Giornata Mondiale dell’Endometriosi. Ginecologa lametina Ermio: “Compromette qualità della vita e possibilità riproduttive”

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Lamezia Terme - Numerose le iniziative, a livello regionale e nazionale, per la Giornata Mondiale dell’Endometriosi, celebrata lo scorso 28 marzo, per informare, sensibilizzare e supportare la popolazione femminile nella diagnosi e nella cura di una patologia che interessa oggi circa 3 milioni di donne in Italia. Una patologia spesso difficile da riconoscere, da trattare, da gestire, che può incidere significativamente sulla qualità della loro vita. Ne abbiamo discusso con la dottoressa Carmelina Ermio, primaria del Reparto di Ginecologia e Ostetricia del “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, che ci spiega l’eziologia, le complicanze, lo spettro sintomatologico ancora troppo spesso sottovalutato di questo male del nostro secolo.

Cos’è tecnicamente l’Endometriosi?

"L’endometriosi è una malattia cronica di recente comparsa. Ѐ infatti legata, con significativa evidenza, al cambiamento epocale, ovvero allo spostamento in avanti dell’età riproduttiva per le donne in età fertile. La mestruazione può essere oggi definita come un biomarker del fallimento della fisiologia. Negli anni ‘50 le donne avevano circa 100 cicli dal menarca alla menopausa, per via di gravidanze e allattamento. Oggi sono 500 per ognuna. Se l’eziologia dell’endometriosi è ascrivibile a una mestruazione retrograda, cioè che va anche verso l’addome, l’eventualità che il problema coinvolga pure altri organi interni è in percentuale molto elevata. La diagnosi viene fatta soprattutto in donne under 30, ed è sempre meno tardiva, ma spesso compromette il management della propria vita riproduttiva".

Quali sono i sintomi principali e le complicazioni possibili dell’Endometriosi e perché può incidere fortemente sulla qualità della vita di una donna?

"La qualità della vita cambia quando la malattia rende impossibile la riproduzione per alterazione di utero, tube e ovaie, ma spesso gli organi coinvolti variano: dal colon, agli ureteri, al pavimento pelvico, fino al diaframma o addirittura il torace".

Per molto tempo l’Endometriosi è stata misconosciuta come malattia, soprattutto al sud. Per quali ragioni?

"La ragione è stata a lungo il tabù della pillola contraccettiva – trattamento di prima linea –, un problema diffuso soprattutto al sud: il mancato ricorso a questo tipo di cura ritarda spesso la terapia e quindi facilita l’evoluzione della malattia verso stadi sempre più gravi".

Come si può riuscire oggi a curarsi e a convivere con questa malattia?

"Adottando senza timore la terapia consigliata dal proprio ginecologo – in genere la pillola, appunto. E affrontando con il suo aiuto la diversa gestione della propria vita riproduttiva".

Giulia De Sensi

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