
La Calabria è la regione italiana in cui si parla di più in dialetto. Il dato emerge una ricerca effettuata da Sky Tg24 con fonte Istat. La nostra regione, quindi, si posiziona al primo posto con il 64% dei residenti che ricorre al dialetto nelle conversazioni in famiglia. Si tratta del dato più alto a livello nazionale, simbolo di una forte radicamento culturale e delle tradizioni linguistiche locali. Dato più basso per la Toscana dove solo il 13% parla dialetto in casa. Anche se la cadenza nel linguaggio indica comunque la provenienza degli interlocutori nelle conversazioni.

“Sopravvive il dialetto? La risposta è “dipende”, spiega nella ricerca di Sky Roberta Cavaglià. Poco nel Nord-ovest e nel Centro, dove in alcune regioni, come Toscana e Liguria, non si supera il 15% nell’uso familiare. Al contrario, quindi, il dialetto resta centrale soprattutto nel Mezzogiorno, dove in molte regioni (Calabria, Campania e Sicilia in testa) oltre la metà della popolazione lo utilizza in famiglia (a eccezione di Sardegna e Abruzzo). Il Veneto è l’unica regione del Nord Italia in cui più della metà degli abitanti (53,3%) usa il dialetto in famiglia.
Inoltre, emerge nella ricerca Sky che l’uso del dialetto cresce con l’età. In particolare, lo parlano di più i maschi rispetto alle femmine, a partire tra gli over 65, dove le donne superano gli uomini.
I dati generali, però, suggeriscono che i dialetti italiani rischiano progressivamente di scomparire tra le nuove generazione. Negli ultimi anni, infatti, si osserva una crescita dell’italiano in tutte le aree del Paese, particolarmente marcata proprio nel Sud (soprattutto in Basilicata e Campania), accompagnata da un calo generalizzato dell’uso esclusivo del dialetto.
Il futuro dei dialetti italiani, quindi, appare legato alla capacità di trasmetterli nel tempo senza perdere il loro valore culturale, tra tradizione e cambiamento.
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