Lamezia: da Caglioti a Bilotta, tra consiglieri e assessori in due anni lasciano in otto

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Lamezia Terme – Meno otto. Era il 22 giugno 2015 e il neo sindaco Paolo Mascaro, trionfante dopo l’esito del ballottaggio con Sonni, definiva la Giunta che lo avrebbe affiancato nel suo percorso amministrativo come “un puzzle ben costruito e un mix di professionalità”. A quasi due anni dalla sua elezione, il puzzle ha perso però quattro pezzi, altrettanti, inoltre, tra i componenti del consiglio comunale con dimissioni e autosospensioni. In tutto fanno otto.

Acqua sotto i ponti ne è passata e l’ultima alluvione è arrivata prepotente con l’operazione “Crisalide” che ha inevitabilmente scosso la politica cittadina per presunte infiltrazioni mafiose. Mentre ancora incombe l’ipotesi scioglimento del Consiglio comunale, non auspicata da più fronti anche nell’ultima assemblea, il Sindaco deve però ora fare anche i conti con una Giunta tutta da rivedere.

Le ultime in ordine di tempo sono state proprio oggi le dimissioni di Angelo Bilotta. L’assessore, che tratteneva tra le deleghe anche attività produttive e sviluppo economico, motiva la scelta con l’incompatibilità di conciliare il suo ruolo agli impegni lavorativi che lo vedono come responsabile area del centro sud di un’importante azienda, carica che ad ogni modo ricopriva già da quasi un anno. Non manca però nel ringraziare il sindaco Mascaro per la fiducia accordatagli, e i suoi colleghi per un’esperienza che definisce “umanamente e professionalmente edificante”.

Se ne è andato dalle stanze di via Perugini senza più di tanto ringraziare invece l’assessore, (per qualche mese anche vicesindaco) Massimiliano Carnovale, la cui decisione sembra essere legata anche alle ultime vicende giudiziarie degli ultimi mesi. Lo scorso 30 maggio, dopo una consultazione con Tonino Gentile, arrivano le sue dimissioni. In soldoni, come anche riferito dal Sindaco ai consiglieri nell’ultima seduta del 31 maggio, “Carnovale è venuto da me dicendo solo di non riuscire più a sopportare la pressione mediatica degli ultimi giorni” aveva chiarito Mascaro.

Ma dalla nave erano già salpati anche due pezzi da novanta della Giunta. L’otto aprile di un anno fa lasciavano il vicesindaco Francesco Caglioti e l’assessore al bilancio Chiara Puteri. Era un momento delicato per la macchina amministrativa. C’erano in discussione i debiti ereditati dall’amministrazione Speranza e il tanto commentato bollettone dell’acqua da 14 milioni di euro in vista dell’approvazione del bilancio.

Da entrambi emergeva l’insoddisfazione di non riuscire a portare a termine il loro lavoro come avrebbero voluto, lasciando intendere una diversità di approcci e di vedute rispetto a quanto portato avanti dal sindaco Mascaro. I due sono stati poi sostituiti dall’attuale vicesindaco Massimiliano Tavella e dall’assessore alla cultura Graziella Astorino. La delega al bilancio è stata invece trattenuta dal Sindaco.

“Un uomo solo al comando”. Così è stato infatti più volte definito tra i membri dell’opposizione il primo cittadino. Quello che più volte gli è stato fatto notare è la sua volontà di non schierare quasi mai i suoi assessori nei consigli comunali che avrebbero richiesto un loro intervento in base alle deleghe ricoperte, relazionando sempre e solo lui sui punti all’ordine del giorno. Ma il Sindaco in questo era stato già chiaro: “Preferisco discutere io qua con voi e lasciare gli assessori lavorare nelle loro stanze”.

Di abbandoni se ne sono visti anche tra i banchi del consiglio. È successo con Tommaso Sonni, il più grande competitor di Mascaro alle ultime elezioni, che ha lasciato il posto a Nicola Mastroianni per motivi personali, dopo non aver preso quasi mai parte alle sedute. Poi Pasqualino Ruberto, a seguito però dell’arresto scaturito dall’operazione “Robin Hood”, al quale è succeduto invece Davide Mastroianni.

Le inchieste giudiziarie non hanno risparmiato nemmeno altri consiglieri che sedevano nella maggioranza a sostegno del Sindaco. Crisalide ha “fatto fuori” il vicepresidente del Consiglio Giuseppe Paladino (dimessosi dopo essere stato indagato per un suo presunto contatto con il clan Cerra-Torcasio-Gualtieri per i voti alle elezioni 2015) e Marialucia Raso, dalla quale è arrivata, per ora, l’autosospensione dalle attività politiche per essere la fidanzata di Alessandro Gualtieri, tra i fermati nella stessa operazione.

Un momento delicato, e lo si è detto già più volte, con altrettante novità nell’aria. Di sicuro ci sarà da riformare una Giunta per la quale i vari partiti politici si stanno già esprimendo. Forza Italia chiede quel posto che non è mai riuscita a ricoprire sin dall’inizio dell’insediamento, mentre dall’opposizione maggior coinvolgimento di tutte le forze in campo per quello che potrebbe essere un nuovo percorso politico. Viste le premesse e vista l’attenzione alta sulla città, tutto potrebbe ancora succedere anche in virtù del timore di un imminente arrivo della commissione d’accesso al Comune, nonostante tutti gli scongiuri. 

Alessandra Renda

 

La nota dell'ex assessore Angelo Bilotta

L'ex assessore Angelo Bilotta, tramite il suo legale precisa che "tale carica la ricopre da soli tre mesi; le dimissioni sono state determinate unicamente da motivi lavorativi che non gli consentono di essere presente per lo svolgimento delle funzioni inerenti il dismesso ruolo". 

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