Lamezia, Don Panizza: “A chi giova mettermi contro gli abitanti di Capizzaglie e fare confusione?”

don-giacomo-panizza.jpg

Lamezia Terme, 18 marzo – Non ci sta don Giacomo Panizza a essere tirato in ballo dalla politica sulla trasmissione alla quale ha partecipato e andata in onda lo scorso 6 marzo su Rai Educational. Don Giacomo non ha gradito il messaggio che “io denigrerei gli abitanti di Capizzaglie. Questo è grave perché falso. La comunità Progetto Sud - ricorda – e io con essa, opera da tanti anni anche a Capizzaglie. Lì abbiamo una struttura di riabilitazione alle persone con disabilità che si chiama Sintonia a pochi metri dalla chiesa di San Giovanni Calabria, la conoscono tutti”. Poi don Giacomo ricorda altri servizi che gravitano nel quartiere. “Dal 1989 abbiamo creato una comunità con annesso il parco giochi Lilliuput che fa giocare i bambini di Capizzaglie e di contrada Spanò e, più avanti, vi è l’associazione Mago Merlino; e più oltre la Comunità terapeutica Fandango; senza dimenticare le attività coi rom di Scordovillo, il volontariato, le famiglie che portano quotidianamente i figli ai nostri servizi, o i negozi, i laboratori e le ditte dove facciamo le spese. Insomma: Capizzaglie per noi non è un mondo a parte!”. Poi aggiunge quello che ha portato don Panizza alla ribalta nazionale, ovvero la presa in consegna del palazzo confiscato ai Torcasio “da una decina d’anni, undici, abbiamo in affidamento una struttura confiscata che c’ è stata data dal Comune e Prefettura. Cioè, non è che non ci viviamo o non conosciamo la gente del posto”.

L’intervista “incriminata” andata in onda su Rai Educational, lo stesso Panizza ci spiega essere durata in realtà tre ore e mezza l’estate scorsa. Si è partiti dalla sua infanzia fino all’ingresso in seminario, passando per le lotte del posto di lavoro nelle fabbriche del bresciano (che la Rai, dice don Giacomo, ha un po’ ingigantito collocandole in un ’68 di scontri tra terroristi e polizia) fino ad arrivare all’impegno nel sociale, nel creare una comunità per e “con” emarginati nel sud del Paese, a Lamezia. Una realtà che crea posti di lavoro e una chiesa che “è molto più sensibile ai temi della legalità di quanto non lo fosse quando sono arrivato qui nel 1976”. L’intervista ha riguardato anche il rapporto chiesa e mafia in generale, e “io ho detto la mia, come sempre”. “Poi – ricorda don Panizza – dopo l’intervista a me, quelli della Rai sono andati in giro per la città e sono ritornati nei mesi seguenti andando, penso, anche al Comune e in Curia. Hanno filmato scorci di Lamezia, dal centro alla periferia, compresa la rotatoria di via dei Bizantini con la statua della Madonna che si vede nel filmato. Hanno rivolto domande qua e là. A chi giova far circolare l’idea sbagliata che io avrei denigrato la popolazione di Capizzaglie utilizzando un filmato Rai?” Don Giacomo se lo chiede più volte nel corso della nostra conversazione.

“A chi giova – s’interroga - confondere che il programma andato in onda è dell’intervistato e non dell’intervistatore? A chi giova far passare che il programma è di don Giacomo e non del montatore o del presentatore, del regista o del committente? A chi giova sostenere che quanto dice un altro debba essere attribuito a me?”. Questi gli interrogativi di don Panizza all’indomani della presa di posizione di un consigliere comunale sul servizio andato in onda su Rai Educational. “La gente con certi problemi si rivolge a noi, senza contare le figure di volontariato che vengono ad aiutarci: sono tutte persone di Lamezia Terme, compreso il quartiere Capizzaglie. Quando abbiamo fatto Il giorno che non c’è, l’abbiamo concordato con la parrocchia, con i giovani, con le scuole, con un sacco di realtà locali. A chi giova che questo rapporto che abbiamo con la popolazione sana, perché c’è anche quella non sana, venga messo in dubbio? Come si fa a dubitare, se io stesso ho ricevuto per il mio impegno minacce, bombe e pallottole?”.

Don Panizza s’interroga sugli interessi di coloro che sostengono che egli denigri gli abitanti di un quartiere, insinuando sospetti e producendo confusioni: “A chi giova? Vorrei ci interrogassimo su questo, mentre qualcuno genera confusione proprio come dice il proverbio: Laddove vi è tanta confusione, c’è sempre qualcuno che ci vede benissimo. Ecco: perché qualcuno occulta il fatto che a Capizzaglie abbiamo case e servizi e iniziative operanti da più di vent’anni? A chi giova farmi passare per uno che va contro la popolazione di Capizzaglie? Quelli che hanno pubblicato questa tesi nemmeno si sono studiati il filmato di cui si parla, sembra che non si siano resi conto che la Comunità Progetto Sud, con me al suo interno, da decenni scommette invece su Capizzaglie, su Lamezia Terme e sulla Calabria. Ma questo si capisce meglio se si tiene presente la storia di una comunità che accoglie tossicodipendenti, rom, stranieri, disabili, ammalati, donne in difficoltà, ex carcerati, uomini e donne con problematiche e disagi. Lamezia ha bisogno di accoglienza e non di frasi che falsano la realtà mettendo gli uni contro gli altri, ha bisogno di teste libere che indagano sulle cose e su ciò che sta dietro le cose, ha bisogno – conclude – di maggiore chiarezza e meno confusione”.

Virna Ciriaco

© RIPRODUZIONE RISERVATA