Blitz anticamorra a Napoli, tra 9 arrestati anche esponenti 'ndrangheta

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Napoli - Dall'alba, i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno eseguito una misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA partenopea nei confronti di persone appartenenti al clan Vanella Grassi. Sono ritenute gravemente indiziate di associazione per delinquere di tipo camorristico, rapina, detenzione di sostanze stupefacenti e possesso di armi da fuoco, aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. Tra i destinatari della misura, anche appartenenti alla 'Ndrina Nirta-Strangio di Reggio Calabria. Uno degli indagati dell'operazione condotta dai Carabinieri si era nascosto in un vano ricavato dietro all'armadio della camera da letto: la stanza dove era posizionato l'armadio è quella della figlia.

Sono nove, le misure cautelari emesse dal gip di Napoli eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Napoli. Tra questi figurano anche esponenti della ndrangheta, in particolare della cosca calabrese Nirta Strangio. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Dda di Napoli.

Carico di droga rapinato alla ndrangheta e taglia su autore

Figura anche una rapina di un carico di droga, risalente al marzo del 2023, destinato agli Amato Pagano e messa a segno ai danni della ndrangheta da parte del clan della Vanella Grassi, dalle indagini dei carabinieri e della Dda di Napoli che oggi hanno portato all'arresto di nove persone tra affiliati alla camorra e alla cosca calabrese Nirta Strangio. A commissionare il colpo è stato Simone Bartiromo, arrestato nel luglio 2025, che ora è nel carcere di Tolmezzo, in provincia di Udine, sul quale la ndrangheta aveva messo una taglia di 120mila euro. Da quanto emerso dalle indagini dei carabinieri di Napoli la ndrangheta intendeva anche rapire la moglie per punirlo dello sgarro commesso. "Siamo preoccupati - ha detto nel corso di una conferenza stampa il procuratore di Napoli Nicola Gratteri - perché conosciamo il modo di pensare e della ndrangheta e per questo abbiamo chiesto all'ideatore del colpo se vuole essere tutelato". 

Droga rapinata alla 'ndrangheta per un debito da mezzo milione

Ha ideato la rapina del carico di droga inviato dalla ndrangheta al clan Amato Pagano perché aveva un debito da mezzo milione di euro, Simone Bartiromo che, per quella droga, 20 kg di cocaina, ha intascato 60mila euro. E' quanto emerge dall'inchiesta dei carabinieri e della Dda che oggi ha portato all'arresto di sette presunti appartenenti al clan della Vanella Grassi e due calabresi, ritenuti coloro che si sono fatti rapinare la sostanza stupefacente. La droga, invece di finire nelle mani degli Amato Pagano, venne portata a Casavatore. Uno degli ricercati è stato trovato in una nicchia ricavata dietro un armadio, dove si è nascosto per ben 5 ore prima di essere stanato dai carabinieri. Per sviare i militari sull'uscio dell'abitazione erano stati appositamente sistemate scarpe da donna e da bambino nell'intento di far ritenere che all'interno non ci fosse un uomo.

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