Impianto di sci trasformato in discoteca sulle montagne della Sila Crotonese, 9 denunce

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Crotone - Un impianto di risalita sulle montagne della Sila Crotonese trasformato in una discoteca all’aperto con migliaia di persone che hanno paralizzato la zona creando pericolo per la sicurezza e l’incolumità pubblica. È quanto sarebbe accaduto al villaggio Palumbo, località turistica nel comune di Cotronei, dove i carabinieri della locale stazione, al termine di un'indagine, hanno denunciato in stato di libertà 9 persone, tra organizzatori dell’evento, gestori dell’impianto di risalita e proprietari dell’area, nella località Monte Cima Bianca, che avevano allestito un evento “après-ski” a pagamento che ha richiamato oltre duemila partecipanti. L’affluenza incontrollata, oltre a violare le normative sugli spettacoli, ha avuto ripercussioni sull’intero comprensorio. L’arrivo massiccio e non gestito di veicoli ha provocato una totale congestione del traffico, bloccando le vie di comunicazione e rendendo difficoltosi gli spostamenti anche per i mezzi di soccorso. La folla ha inoltre causato il rapido esaurimento e la conseguente carenza dei servizi essenziali, igienici e di ristoro, assolutamente non dimensionati in quel contesto montano.

I carabinieri hanno accertato che l’area sciistica di Villaggio Palumbo era stata arbitrariamente convertita in discoteca a cielo aperto senza alcuna licenza dell’autorità di pubblica sicurezza né il parere della commissione di vigilanza pubblici spettacoli. La struttura, secondo quanto emerso dalle indagini, è risultata priva dei requisiti minimi di solidità e sicurezza: mancanza di illuminazione adeguata, di vie di fuga e presidi sanitari, esponendo le migliaia di persone presenti a un concreto pericolo per la propria incolumità. Alla luce di queste violazioni, i responsabili sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Crotone per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo e violazioni del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Le indagini sono nelle fasi preliminari e gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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