
Lamezia Terme – Si chiude il primo grado il processo per gli imputati che avevano optato per il rito ordinario nel procedimento nato dall’operazione “Svevia” contro lo spaccio di sostanze stupefacenti. Nell’ottobre scorso era arrivata, invece, la sentenza di primo grado per chi aveva scelto il rito abbreviato con oltre trenta condanne e diverse assoluzioni.
Al centro delle indagini, una presunta organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di droga radicata nel quartiere Capizzaglie di Lamezia Terme al cui vertice c'era un discendente della famiglia di 'ndrangheta dei Giampà e con canali di approvvigionamento, sia nel Reggino, a San Luca e Rosarno, sia a Roma grazie alla collaborazione con i Casamonica. L’operazione è stata realizzata nel febbraio 2023 e portò la Guardia di finanza a eseguire decine di misure cautelari, disposte dalla Dda di Catanzaro nei confronti di 49 indagati per associazione a delinquere finalizzate al traffico di sostanza stupefacente e altri reati contestati a vario titolo.
Ecco la sentenza
Le condanne
Marco Cosentini condanna per i capi 113 e 115 ad anni 4 e 2 mesi e 20mila euro di multa, assolto dal capo 114 per non aver commesso il fatto
Angelo Lupparelli 4 anni e 30mila euro di multa
Maurizio Lupparelli 5 anni e 35mila euro di multa
Antonio Mauro 4 anni e 30 mila euro di multa e assolto dal capo 1 per non aver commesso il fatto
Raffaele Scalise 13 anni e 5 mesi di reclusione
Vincenzo Iannelli 1 anno e 2 mesi e 20mila euro di multa, assolto dal capo 132
Giorgio Gagliano 26 anni e 9 mesi
Salvatore Iannelli 1 anni e 6 mesi e 5mila euro di multa
Pasquale Gigliotti 4 anni e 3 mesi di reclusione e 20mila euro di multa
Le assoluzioni
Saverio Torcasio (intenso il geometra) assolto perchè il fatto non sussiste
Carmela Alfieri assolta
Francesco Muraca assolto dal capo 1 e capo 150
© RIPRODUZIONE RISERVATA
