
Lamezia Terme - Un compositore e violinista d’eccezione, Alessandro Quarta, porterà al Grandinetti il 22 marzo la sua opera ispirata alle sonorità naturali: “I cinque elementi”, un lavoro per violino, pianoforte e orchestra, che regalerà un tocco suggestivo d’eleganza alla Stagione di AMA Calabria, offrendo al pubblico il sapore delle contaminazioni e uno stile originale e variegato di cui l’autore ci spiega la genesi in anteprima.
Qual è il legame profondo fra musica e Natura, e quanto è importante il rapporto con l’ambiente naturale nella genesi dell’ispirazione di un compositore?
"Io sono nato e cresciuto a Lecce, in una zona di campagna, e per me la Natura è tutto: non potrei vivere senza. Sono cresciuto nella terra, sui prati, fra l’erba e i fiori, raccoglievo i frutti dagli alberi e li mangiavo. Oggi ogni mia espressione artistica nasce da lì, anche se tante cose del passato nel presente non le ritrovo: a causa dell’impatto negativo dell’uomo sulla natura, ora c’è più cemento, spariscono gli spazi verdi, i boschi, i laghi. L’opera che porto in concerto, in realtà è stata scritta lontano dal pianoforte e spesso dal mio ambiente di vita – negli hotel, in viaggio. Ma ovunque vado mi porto sempre dietro la natura, fin da bambino: fa parte del mio background".
Lei è un violinista eclettico, che ama da sempre spaziare nei generi e che ama le contaminazioni. Come nasce e come si evolve la sua passione per il violino?
"Ho iniziato a studiare violino a tre anni, a sette ho scritto la prima composizione. Ricordo tantissimo studio e sacrificio, fin da piccolo, e una forma di amore-odio. Per fortuna o sfortuna, appunto abitavo in campagna, in un luogo isolato, e non potevo socializzare con altri bambini, dunque fin da subito i miei più grandi amici sono stati il violino, il pianoforte, e la musica. Anche l’amore per gli altri stili è stato precoce: da ragazzino amavo Mozart, Beethoven, Bach, ma ascoltavo anche i Pink Floyd, i Beatles, il rock e il blues".
In questo spettacolo lei si esibirà con Giuseppe Magagnino al pianoforte e con l’Orchestra Filarmonica Franco Caracciolo diretta dal Maestro Cristian Lombardi. Quanto è importante per un primo violino la sintonia con chi lo accompagna?
"Ѐ fondamentale. Funziona come in una squadra di calcio: tu puoi essere un bravo attaccante, ma se gli altri dieci giocatori, in difesa e al centro, sono scarsi, sarà impossibile riuscire a fare goal. La musica la si deve fare insieme, creare un’armonia verticale e orizzontale. Il solista, all’interno di un’orchestra, non è necessariamente soltanto il più bravo: è una figura emblematica, ma dal punto di vista pragmatico è importante che tutti siano allo stesso livello. E dev’essere un livello alto".
Lei era mai stato a esibirsi in Calabria e a Lamezia? Che immagine ha di questo posto e cosa si aspetta dal soggiorno?
"Quello che ho sempre trovato da voi, ovvero grande amore e grande calore. Ho un legame molto forte con la Calabria: il Salento e la Calabria un tempo fra l’altro avevano lo stesso nome. Io sono un uomo del sud, la mia musica parla d’oriente, e da noi si vede il sole all’alba prima che negli altri paesi. E poi c’è il Mediterraneo che ci unisce. Mi aspetto quindi dalla Calabria lo stesso grande amore che ho per lei".
Giulia De Sensi
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