
Lamezia Terme - Tante domande ancora prive di risposte certe e pochi, ma essenziali, punti fermi da cui ripartire. Questo il succo, in estrema sintesi, della conferenza stampa tenuta stamane, presso i locali di un noto hotel della città, da Felice Saladini, affiancato dal vice-presidente uscente della Vigor Lamezia, Angelo Ferraro. Dopo i numerosi colpi di scena degli ultimi giorni, arriva la certezza della costituzione dell'Fc Lamezia Terme che, in sostituzione del Sambiase Lamezia 1923, prenderà parte al campionato di serie D con dichiarate ambizioni di vittoria finale, in modo da ritrovarsi in C già la prossima estate. Quanto ai colori sociali che avrà il nuovo club, Saladini ha dichiarato che "non sarò io a sceglierli. Li deciderà la città, fermo restando che, almeno inizialmente, si ripartirà da quelli presenti sul gonfalone della città, giallo e blu". Incertezza su quello che sarà il futuro delle squadre storiche della città. Il trentasettenne imprenditore lametino ha rassicurato che non spariranno perche' le radici non si tagliano mai, ma che serviranno come valvola di sfogo per far giocare i giovani del settore giovanile. "Ad ogni modo - ha aggiunto - la loro riorganizzazione sarà oggetto di un intenso lavoro che faremo in questi giorni e sul quale vi delucideremo attraverso un nuovo incontro con la stampa che terremo nel fine settimana".
"Penso che quella di oggi sia una giornata storica per l'intera città - ha esordito Saladini davanti ai tanti giornalisti presenti in sala - dato che segna la nascita di una nuova realtà all'insegna dell'inclusione e dell'unione. Uno straordinario messaggio di speranza, innovazione e slancio per il futuro di questa città. Il calcio come veicolo per eliminare tutto quell'astio, creatosi in special modo negli ultimi giorni, tra i vari quartieri. Grazie a tutti coloro che ci sono stati vicini in questo difficile percorso. Le nostre radici ci daranno rinnovato slancio per giocare tutti assieme per la città di Lamezia Terme".

"È arrivato il momento di unire e non di dividere"
Il massimo dirigente non nasconde le difficoltà incontrate nell'ultima settimana. "Per arrivare a fare ciò che si è fatto, c'è voluto tanto coraggio e allo stesso tempo affetto per Lamezia. Se la città ha bisogno anche del calcio per sentirsi unita, ben venga. Ora auspico la collaborazione di tutti. Unendo le forze saremo ancora più forti per raggiungere il professionismo calcistico. Sono sicuro che nei prossimi giorni ricevero' l'appoggio di imprenditori locali desiderosi di sposare a loro volta questo progetto che è, per l'appunto, aperto a tutti". A chi gli chiede del cambio di vedute dal 6 luglio, allorquando, nell'intervista concessa al nostro giornale, aveva ribadito la sua volontà di rilanciare la Vigor Lamezia, ad oggi, risponde che "nella vita, a volte, per poter fare cento passi in avanti bisogna farne al contempo uno all'indietro. Cosa che abbiamo fatto come Vigor, Sambiase e Promosport, per guardare in modo diverso al futuro della citta'". Solo domenica scorsa, con una stringata nota sulla pagina facebook della Vigor aveva annunciato l'abbandono suo, e del vice Ferraro, dal calcio lametino. "Ho capito che mollare tutto avrebbe creato ancora più divisioni e incomprensioni nell'ambiente sportivo cittadino. Le esternazioni del sindaco sospeso Mascaro? Per chi e' tifoso come lui, la fede calcistica e' sacra. Cento anni di storia calcistica non si possono cancellare, d'altronde. Come sindaco, da lui però mi aspetto che sostenga il progetto di tutta la Lamezia calcistica". Il Lamezia Terme punterà a giocare al D'ippolito ma in questi giorni si discuterà anche di questo, tra le tante altre incombenze burocratiche, da districare con la Lega. "Colgo l'occasione per ringraziare l'avvocato Carnovale e il commercialista Tonino Ruberto per averci aiutato in questi giorni a livello amministrativo. Rimarco che nessuna offerta è loro pervenuta una volta annunciato che il titolo della Vigor era disponibile, con annessa possibilità di consultare i libri contabili. Anche per questo abbiamo deciso di resistere e andare fino in fondo. D'altronde, sullo stemma della città ci sono bene impresse le parole Vis Unita Fortior, bisognava soltanto metterle in pratica".
A chi gli fa notare che potrebbe esserci il rischio che qualche "nostalgico" provveda a riscrivere, o a dare rinnovata competitività, alle "vecchie" Vigor e Sambiase, replica che "non voglio credere al rischio che ci sia qualcuno intenzionato a voler far male alla città. Ripeto, i club storici cittadini non scompariranno. Il nostro è un progetto unitario da sostenere e sul quale convergere". C'è tuttavia il concreto rischio che, quantomeno inizialmente, la nuova realtà non sia seguita dallo zoccolo duro rappresentato dalle tifoserie organizzate di Vigor e Sambiase. "A loro, che sono diffidenti verso questo progetto, dico che siamo aperti a tutti e disponibili a metterci la faccia, spiegandogli, nel caso anche di persona, che qui nessuno vuole rinnegare le radici calcistiche. Il rischio di dover fare a meno del loro sostegno purtroppo c'è, ma sono convinto che, qualora mi ascolteranno, riusciremo a portarli dalla nostra parte. Non sarà semplice, ma - conclude Saladini - è arrivato il momento di unire e non di dividere".
Ferdinando Gaetano
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