La Vigor torna a battere il Sambiase al D'Ippolito dopo quasi 40 anni e inizia al meglio una settimana fondamentale

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Lamezia Terme – Una bella prova di gruppo, quella che ha permesso alla Vigor Lamezia di sfatare il “tabù” Sambiase al “D’Ippolito”. Era il 5 ottobre 1986 quando, grazie ad un gol del compianto Elio Grassi, i biancoverdi superavano i giallorossi tra le mura dell’impianto di via Marconi. Uno dei ben ventuno successi che permisero alla squadra allenata dapprima da Claudio Ranieri, ancora in panchina in quel derby, e poi da Carmine Tascone, di dominare quel campionato ed essere promossi in C2. Dopo di allora, eccezion fatta per la parentesi del torneo di Promozione 1994-95, in cui militò una Vigor ormai abbandonata al proprio destino dopo la retrocessione dalla C e la mancata iscrizione in Interregionale, le storicamente due maggiori compagini cittadine hanno ripreso ad incrociare i rispettivi destini con una certa continuità solamente dal 2009 in poi. E la Vigor non era mai più riuscita a battere i cugini né al “D’Ippolito” e né al “Renda”. Il derby del 22 maggio 2022, valevole per il girone di ritorno del torneo di Prima Categoria e risolto dal centrocampista Calomino, si giocò, infatti, al “Rocco Riga” di Sant’Eufemia Lamezia. Perfetto equilibrio, dunque, nell’attuale stagione, considerato che Colombatti e compagni hanno portato a casa il derby estivo di Coppa Italia, mentre i vigorini, con identico risultato, quello di ritorno in campionato. A reti inviolate quello del girone d’andata. Idem se andiamo a considerare tutti i precedenti giocatisi dalla D alla Prima Categoria. Adesso, infatti, abbiamo cinque affermazioni sambiasine, quindici divisioni della posta e cinque vittorie biancoverdi. L’ago della bilancia pende, invece, dalla parte vigorina se restringiamo il computo ai soli incontri di serie D/Interregionale: un successo giallorosso, risalente alla lontana stagione 1984-85, cinque pareggi e tre vittorie biancoverdi.

Una bella giornata di sport, quella ieri andata in scena in un “D’Ippolito” gremito, ma sempre incompleto per via di quella curva nord ancora chiusa a distanza di quasi un ventennio dalla sua consegna. Neanche per questo derby, contrariamente a quanto avevano dichiarato lo scorso settembre diversi esponenti dell’amministrazione comunale, si è stati in grado di renderla omologabile e quindi aperta al pubblico. Sugli spalti non è certo passato inosservato lo sciopero del tifo della gradinata est. Prosegue, dunque, la protesta della tifoseria organizzata biancoverde, che nei giorni scorsi aveva anticipato il perdurare del proprio “silenzio” in un lungo comunicato nel quale si elencavano i motivi alla base dell’astensione dal tifo. Iniziato nel migliore dei modi il trittico di impegni ravvicinati nell’arco di sette giorni. Dopodomani, mercoledì 4 febbraio, si dovrà ritornare ad Enna per giocare la restante mezz’ora abbondante del match sospeso per nebbia, sul risultato di 0-2, lo scorso 18 gennaio. Domenica, poi, si ospiterà il fanalino di coda Paternò. Fondamentale portare a casa questi altri sei punti per dare un primo vero scossone alla classifica, iniziando a portarsi a distanza di sicurezza da quella sestultima posizione attualmente lontana quattro lunghezze. Sarebbe un filotto di quattro successi consecutivi importantissimo in ottica salvezza. Affinchè ciò si verifichi, si dovrà tuttavia rivedere in campo lo stesso spirito di squadra ammirato nelle ultime uscite.

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Ieri pomeriggio i ragazzi di Renato Mancini, il quale anche ieri, sembrerebbe per scaramanzia dato che sta “portando” vittorie, ha disertato la sala stampa, sono scesi in campo concentrati e determinati, dimostrando di volere i tre punti più degli avversari. La squadra sembra aver trovato la giusta quadra. Iannì è ormai tornato da diverse settimane il portiere che tanto aveva impressionato la scorsa stagione. Sicuro nelle uscite e reattivo tra i pali. D’Anna nel ruolo di terzino obiettivamente dà maggiori garanzie, specie in fase propositiva, rispetto a Morelli. Il 2007 Del Pin, alla dodicesima partita consecutiva da titolare, è cresciuto tantissimo rispetto a inizio torneo. Emblematica, in tal senso, la freddezza glaciale con la quale, ieri, nei minuti finali ha appoggiato di testa tra le braccia di Iannì, sbrogliando una pericolosa mischia in area vigorina. Più che positiva, ancora una volta, la prestazione sfornata dall’altro centrale Sansone (ottava di fila da titolare). Altra nota lieta, l’impatto con i colori biancoverdi di Maimone. Negli ultimi 90’ ha dominato, specialmente nella prima ora di gioco, in mezzo al campo. In fase d’impostazione molto bene anche il sardo Marigosu, che ha tra l’altro messo lo zampino nell’azione che ha deciso il derby. Di sostanza la gara del terzo centrocampista, il 2006 Andreassi, uscito esausto, e claudicante, a metà ripresa e rimpiazzato da un Simonetta apparso più deciso e determinato rispetto alla gara contro il Gela. In avanti, grande dinamismo ed attaccamento alla maglia di Spanò. Il calciatore di Gioia Tauro ha propiziato il gol e lo ha sfiorato, nei secondi 45’, con una splendida giocata acrobatica. Cosendey si è fatto perdonare, e con gl’interessi, le due occasionissime dilapidate la domenica precedente. La sua rete in sospensione rimarrà negli annali delle stracittadine. Il brasiliano diventa il quindicesimo calciatore biancoverde ad essere andato in gol in questo campionato. Si è invece fermata a quattro gare la striscia di reti consecutive di Giovanbattista Catalano. Il suo piede è stato un po’ meno caldo, in particolar modo nei secondi 45’, ma, complessivamente, il fantasista di Cortale non ha certo demeritato. Venti minuti abbondanti di pregevole fattura per Ordonez, bravo a mettere ordine, tener palla e conquistare qualche preziosa punizione nel finale. Nonostante l’ingresso dell’aitante Errico ed il contestuale passaggio dal 4-3-3 al più abbottonato 3-5-2, la squadra ha sofferto un po' troppo in occasione dei palloni lanciati in area dal Sambiase nel suo forcing finale.

Ferdinando Gaetano

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