
Lamezia Terme – Prosegue il periodo poco brillante del Sambiase che, al “D’Ippolito”, torna a perdere contro i cugini biancoverdi a distanza di quasi trentanove anni e mezzo. Al contempo, è maturata la sesta sconfitta in campionato. Particolare curioso, le tre esterne sono tutte arrivate con il più classico dei risultati, quelle casalinghe sempre per 0-1. Nessun punto all’attivo, dunque, nei due derby consecutivi contro Vibonese e Vigor. In questa stagione non era ancora mai capitato di perdere due partite di fila. Era invece accaduto, e per due volte, nel girone di ritorno dello scorso campionato. Contrariamente a quanto successo in quasi tutti i derby cittadini di campionato giocatisi negli ultimi venti anni, stavolta l’approccio alla gara, sebbene mister Lio non si sia detto d’accordo su ciò nel post-gara, non è stato dei migliori. Sia chiaro, non è certo stato disastroso, ma la Vigor è scesa in campo con maggior determinazione, grinta e cattiveria agonistica, tanto da avere la meglio su quasi tutte le seconde palle. Ha dimostrato di avere più “fame” di vittoria di Colombatti e compagni. Nella prima ora di gioco i biancoverdi hanno quasi sempre vinto i duelli in mezzo al campo, con Leumegnì, Kouamè e Palermo usciti perdenti contro gli altrettanti centrocampisti avversari. Bisogna comunque dire che, a livello di occasioni da rete, anche la prima frazione è stata piuttosto equilibrata. A mettere per primo il pallone dentro, anzi era stato il Sambiase con Sueva, messo a tu per tu con Iannì da un tocco dell’ex Haberkon. Per il primo assistente l’esterno offensivo giallorosso era però in off-side. Le riprese video, non essendo in linea con la posizione del signor Giovanni Fiordi, obiettivamente non sciolgono i dubbi. Dubbi destinati a rimanere, non essendoci, in D, la tecnologia a supporto degli arbitri presente in A e B, anche riguardo la posizione di Spanò, nel preciso momento nel quale Marigosu stacca di testa, in occasione dell’azione del gol di Cosendey. In entrambe le circostanze, ad ogni modo, si tratta, in un senso o nell’altro, di questione di centimetri. Nessun errore clamoroso, insomma, da parte dei due assistenti.
In avvio di ripresa Sueva ha avuto la grande chance per far nuovamente gol, e stavolta sarebbe stato sicuramente tutto regolare, ma ha concluso debole e centrale sul, comunque, reattivo Iannì in uscita. Le restanti due occasionissime si sono materializzate nei minuti di recupero. Dapprima la sforbiciata volante di Costanzo è stata di fatto murata in angolo dal duo Sansone-Iannì, quindi, il destro al volo di Colombatti non ha inquadrato lo specchio. In conclusione, il pareggio avrebbe meglio rispecchiato la gara per ciò che riguarda le occasioni da rete costruite dalle due squadre, ma la Vigor non ha comunque rubato nulla, essendosi fatta preferire come collettivo e per come ha interpretato gl’interi quasi 100’ di gioco. Veniamo ai migliori e peggiori di ieri, in casa sambiasina. Con il segno positivo Giuliani, Colombatti, Haberkon e, in particolar modo, tre dei subentrati nella ripresa: Diogo, Ortolini e Costanzo. Il centravanti nel finale si è fatto valere di testa in area biancoverde, fornendo il grande assist a Costanzo e poi facendo da sponda per Sueva, il quale ha servito Colombatti all’altezza del dischetto. Palermo e Leveque i peggiori. Dall’ex Locri e San Luca sinceramente ci si aspettava di più, in questa sua esperienza in giallorosso, per via delle sue raffinate doti tecniche. Poi c’è Sueva, ieri croce e delizia dei suoi. Se è vero che ha commesso qualche errore di troppo e che poteva fare molto meglio in avvio di ripresa quando ha avuto sui piedi la palla del possibile 1-1, bisogna al contempo dire che era invece stato implacabile nel superare l’estremo vigorino dopo appena 11’ dal fischio d’inizio. Suo, inoltre, l’assist, in precario equilibrio, per il capitano al 93’. C’è poi il nodo Furiato: da piacevole sorpresa d’inizio stagione a, dopo l’infortunio alla caviglia che lo ha tenuto fermo un paio di mesi, giusto qualche scampolo finale di gara. Dopo che contro il Ragusa è subentrato per poi essere tolto dopo un quarto d’ora, nelle ultime due sfide è finito in tribuna per normale scelta tecnica, come ieri ha risposto, a precisa domanda, mister Lio.

Tra le mura amiche restano appena tre i successi. Hanno vinto di meno, in tal senso, solo il pericolante Acireale ed il fanalino di coda Paternò. Fuoricasa, di contro, solamente Reggina e Nissa hanno vinto più partite. Sale a sette lunghezze il distacco dalla zona play-off, senza contare che la formazione del presidente Angelo Folino, confermatosi, ancora una volta, un grande uomo di sport per le dichiarazioni rese, al termine della stracittadina, in sala stampa, è ora attesa da quattro impegni decisamente tosti, dovendo affrontare, in ordine cronologico, Savoia, Igea Virtus, Messina ed Athletic Club Palermo. Il rischio, insomma, è che qualora la posizione della squadra dovesse diventare ancora più equidistante tanto dal quinto che dal sestultimo posto, possano inconsciamente venire un po' meno le motivazioni.
Si fa leggermente più accentuato il saldo negativo (-11) rispetto ai punti (43) che erano stati raccolti, sempre dopo ventidue giornate, dal Sambiase della passata stagione. Con i 43 poc’anzi citati, la squadra allora allenata da Claudio Morelli sarebbe ancora capolista solitaria in questo torneo. La spiegazione di questo -11 sta tutta nella netta differenza tra i gol fatti, dopo lo stesso numero di partite, dal Sambiase 2024-25, ovvero trentadue, e da quello gestione Lio, solo ventidue. Le reti incassate sono, infatti, diciassette in entrambi i casi. La striscia positiva più lunga resta sempre quella della Reggina, che però ieri, nella sfida che ha visto il botta e risposta dei lametini, e la scorsa annata compagni di squadra proprio nel Sambiase, Umbaca e Ferraro, non è riuscita a centrare quella che sarebbe stata la decima affermazione consecutiva.
Ferdinando Gaetano
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