
Lamezia Terme - “Chiediamo al sindaco quali iniziative intende prendere per il risanamento economico e si faccia un Bilancio partecipato”. Così, in apertura della conferenza stampa annunciata, il segretario del Pd, Vittorio Paola per parlare del momento particolarmente critico che attraversa la città, ancora senza approvazione del Bilancio preventivo.
“Per prima cosa - ha aggiunto Paola - deve fare una Giunta autorevole e non deve fare tutto lui. C’è bisogno di un assessore al Bilancio di grande professionalità capace perché la situazione è drammatica. Noi ci poniamo in una posizione di vigilanza nei confronti dell'amministrazione perché il mandato elettorale che abbiamo avuto, è quello di opposizione e di vigilanza, ma ci troviamo anche come Partito democratico, principale partito del centrosinistra nella responsabilità di dire che noi siamo disponibili qualora ci fosse la necessità, in una situazione di emergenza, a dare il nostro contributo a favore della città e dei cittadini. Però il sindaco deve fare alcune cose. La prima cosa deve fare un'operazione verità deve chiamare la città, e deve spiegare realmente com'è la situazione dal punto di vista finanziario, che è di una gravità veramente impressionante. Come è grave - ha rimarcato Paola - il suo comportamento che tiene da professore, diciamo e anche da sindaco, con una certa arroganza come si è visto nell'ultimo Consiglio comunale che veramente lascia perplessi. Anche nei confronti della stampa. Ha cercato di essere dissacrante verso la stampa che è l'organo che ci punge, che ogni tanto ci fa male, però è l'organo che deve avere la sua libertà per essere sempre critico, ma sicuramente il sindaco non può essere allergico alla critica della stampa e dell'opposizione”. Paola poi ha fatto cenno alla delibera e agli appunti della Corte dei conti che sollecita chiarimenti e “che certifica che c'è il disavanzo, ed è un disavanzo che ci porta nel 2025, nel rendiconto 2026 e 2027. Da che cosa deriva questo disavanzo? Deriva chiaramente da una operazione non fatta nel 2024, cioè nel 2024 c'erano delle cifre che dovevano essere inseriti nel ripiano del 2025. Come lo affronterà l'amministrazione, noi non lo sappiamo. Noi chiediamo che ci sia una vera attenzione a quello che ha disposto con la delibera numero 70, che è la famosa delibera successiva al cosiddetto piano che aveva fatto Mascaro e che era stato approvato come dire, ex posto, dopo essere finito nel piano di riequilibrio fu approvato perché c'erano state una serie di modulazioni”.
Dal canto suo, Fabrizio Muraca, capogruppo in Consiglio ha ribadito la disponibilità a collaborare ma sempre dopo un’operazione di chiarezza, auspicando intanto che “tutti i cittadini possano partecipare alla rottamazione, perché un Bilancio stretto come il nostro, con tanto da ripianare, ha bisogno di entrata importanti. Noi dovremmo veicolare alla città quanto sia importante partecipare a questa rottamazione. Ci sono le difficoltà per le mancate riscossioni, c'è un'evasione che si avvicina al 50%. È un dato allarmante, e bisogna fornire ai cittadini le condizioni migliori e soprattutto gli strumenti. Quindi il personale”.

Un contributo importante e un invito a riflettere, è arrivato poi dal presidente del partito, Luigi Muraca. “C’è stato un piano di riequilibrio pluriennale finanziario. Questo piano di riequilibrio - ha detto - dura 10 anni. Può essere eccepito, osservato, contestato fino a 10 anni. Dopodiché significa che il Comune è assestato. È partito il 2014, evidentemente per quello che ci è dato sapere non è stato eccepito fino al 2023, quindi. Dal riequilibrio se ne esce o con la città dissestata o con la città assestata. Per quello che sono le nostre notizie, naturalmente non abbiamo indagato direttamente al Comune, la città è assestata. E allora, se la città è assestata. Quali sono i problemi? Questa operazione verità - ha chiosato Luigi Muraca - deve innanzitutto chiarire, se la Corte dei conti ha fatto un intervento rituale postum non dovuto, se la Corte dei conti si è dimenticata prima ed è intervenuta dopo. Insomma, siamo ormai a 12 anni dal piano di riequilibrio, ce lo saremmo dovuto dimenticare; questa avrebbe dovuto essere una città nel pieno della sua operatività finanziaria e invece ci ritroviamo impantanati in una paura finanziaria come se il che di riequilibrio fosse partito oggi e non nel 2014. È una cosa strana”.
A. C.
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