Anno giudiziario a Catanzaro, presidente Epifanio: “La riforma non offre soluzioni a problemi giustizia”

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Catanzaro – “A me la riforma Nordio non piace, e lo dico senza infingimenti per una ragione di metodo e per una ragione di merito”. Non poteva non centrare il cuore del dibattito politico e pubblico la relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto di Catanzaro della presidente della Corte d'appello Concettina Epifanio.
“A nessuna delle criticità strutturali la riforma Nordio offre una soluzione”.

“Come mi è già capitato di affermare in altre occasioni pubbliche – scrive nella relazione - la riforma Nordio non è (solo) la riforma sulla separazione delle carriere, e non è neanche la riforma della giustizia. Certo, se la legge costituzionale entrerà in vigore le carriere dei giudici saranno separate da quelle dei pubblici ministeri e la giustizia generalmente intesa (rectius, la magistratura) muterà il proprio volto. Ma qui non si tratta soltanto di separare le carriere”.

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Per poi aggiungere: “Essendo in pieno svolgimento la campagna referendaria, anche quest'anno l'anno giudiziario si apre in un clima di polemica e contrapposizione che fa male a chiunque abbia a cuore il mondo della giustizia. Ma tant'è! II processo di riforma è ormai giunto alle fasi finali e sarà il popolo sovrano - che, speriamo vada numeroso alle urne consapevole e informato, scrollandosi dall'astensionismo che ormai da tempo caratterizza tutte le elezioni”.

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“Le leggi, soprattutto quelle che modificano i principi costituzionali dello Stato, non devono giovare né al Governo, né agli avvocati, né ai magistrati ma servire esclusivamente alla tutela dei diritti e delle libertà fondamentali e alla salvaguardia e alla promozione della dignità umana. Sarebbe la fine dello Stato di diritto fondato sulla separazione dei poteri, come noi l'abbiamo conosciuto, se la magistratura diventasse strumento di governo, perdendo la propria autonomia e indipendenza. Presenti le più alte cariche istituzionali della Regione, le autorità militari e civili, Epifano si è soffermata sui dati e sul lavoro del distretto, ponendo per prima l’attenzione sul problema del sovraffollamento delle carceri.

G.V.

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