
Reggio Calabria - Saper perdonare le offese ricevute e saper chiedere perdono per il male commesso e' il messaggio che arriva dalla giornata dedicata ai detenuti presso la Casa Circondariale di Locri, in quest'Anno Santo Straordinario della Misericordia. "Visitare i carcerati" e' una delle sette opere di misericordia corporali e i detenuti di Locri non potevano essere esclusi da questo anno di grazia. E' stato il vescovo di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva, a volere che venisse celebrato questo Giubileo diocesano per i detenuti, al quale vi hanno partecipato praticamente tutti i reclusi e tutto il personale che opera all'interno della struttura guidata dalla Direttrice Patrizia Delfino e dal Commissario della Polizia Penitenziaria, Caterina Pacileo.
Il vescovo e' stato coadiuvato da numerosi sacerdoti e diaconi. I sacerdoti si sono resi disponibili per le confessioni, accogliendo cosi' l'invito del Cappellano del carcere, don Crescenzo De Mizio. Monsignor Oliva ha richiamato piu' volte le parole che Papa Francesco ha scritto nella Bolla d'indizione del Giubileo, ricordando tra l'altro che "Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la sua misericordia".
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