Lamezia, iniziativa "Una città dove vivere bene" sul Bilancio di previsione: "Strumento poco attendibile e senza prospettive concrete di sviluppo"

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Lamezia Terme - "C’è bisogno di un'operazione verità che parte da lontano, sulla quale non si è mai fatto chiarezza fino in fondo, perché c'è stata una continuità nel disordine. Questo disordine amministrativo viene preso proprio come elemento strutturale. Come segnale indicatore di altre questioni, perché il disordine amministrativo viene citato in tutti i decreti di scioglimento del Consiglio comunale di Lamezia. C'è disordine amministrativo spesso, e qui non stiamo parlando di mafia, perché ci sono altre cose. C'è clientela, c'è cattiva gestione, incapacità amministrativa e mancanza di preparazione". È uno dei passaggi salienti delle conclusioni di Doris Lo Moro, in occasione dell'incontro pubblico promosso dall'Associazione "Una città dove vivere bene", incentrato sul Bilancio di previsione e sul Dup (Documento unico di programmazione) del Comune di Lamezia che, da qui al 31 marzo, dovrebbero approdare in Aula per essere discussi e approvati. Un argomento, dunque, di grande rilevanza per la città di Lamezia, al quale hanno portato il loro contributo, Antonio Sirianni già segretario del Pd, Antonio Pandolfo che ha introdotto il tema. E poi, tra gli altri, i consiglieri comunali, Bernadette Serratore e Gennarino Masi.

"Documento unico di programmazione e Bilancio di previsione", sono gli atti fondamentali di un'amministrazione perché contengono la visione strategica ed operativa che intende seguire l'Amministrazione. Da questi atti - ha aggiunto la Lo Moro - non emerge quale futuro si sta disegnando per questa nostra città. Sicuramente ci sono problemi finanziari che non è difficile nascondere, visto che il Bilancio è ingessato per le rate di mutui in parte, soprattutto per il disavanzo e per i continui debiti di bilancio che continuano ad arrivare anche in queste ore sono arrivati nuovi debiti fuori bilancio. Quindi capiamo che ci sono problemi finanziari, ma fermo restando che conosciamo i limiti economici e finanziari del Comune, bisognerebbe sapere quei pochi fondi che ci sono in che direzione li spendiamo. Nel Documento unico di programmazione ci sono degli elementi dove si intravedono dei programmi, ma sono programmi nati altrove, che tra l'altro noi contestiamo, parlo per esempio della terza vasca che abbiamo dichiarato più volte, come opposizione, che vogliamo discutere. Siamo contrari, ma vogliamo discutere. Nel Documento unico di programmazione l'elemento di pregio sembra essere il porto turistico che ha in mente LameziaEuropa, ma anche quello bisogna discutere. Dove si fa, quando ci sono i privati su molte cose si parla di gestione di coinvolgimento dei privati e persino sul campetto di Fronti: 500.000 euro, ma quando? Con chi? Perché fare un discorso di questo genere significa rinviare tutto, significa parlare delle cose senza parlarne".

"L'interrogativo vero che ci poniamo - ha proseguito la Lo Moro - è perché siamo in questa situazione, perché non si fa chiarezza anche sulle singole voci del Bilancio. Il sindaco ci ha parlato ad un ultimo grave episodio che si sarebbe verificato la scorsa settimana, ovvero un ulteriore debito fuori bilancio rilevante che segnerà ancora di più la capacità di spesa del Comune. Da nove mesi parliamo di debiti fuori bilancio e l'interrogativo è come mai tutti questi debiti arrivano adesso?”. Lo strumento finanziario, che di fatto indica le spese e prevede le entrate, è stato studiato dai relatori dell'incontro, e dal quale tuttavia non emerge nulla di buono per la città.

“Il bilancio - ha evidenziato ancora Doris Lo Moro - dal punto di vista contabile è zero. Nelle linee programmatiche dicevano, per esempio, che bisognava andare verso i giovani, verso tutta una serie di settori, e se guardiamo bene non c’è nulla di quanto detto e scritto. Problematiche relative alla parità di genere zero, zero per i giovani e zero per i servizi sociali, gli investimenti. Altro problema che riguarda questi aspetti: asili nido, ci sono i soldi del Pnrr che vanno spesi entro un certo termine, ma è zero per la gestione. C'è una carenza di fondo di idee, di progetti, cioè di visione delle prospettive di sviluppo della città".  E poi ancora strali contro le previsioni, per esempio, riferite al Piano delle alienazioni che non copriranno sicuramente le entrate; la rottamazione, le previsioni sui tributi non pagati. Insomma, una lunga serie di rilievi che non fanno dormire affatto sonni tranquilli ai cittadini lametini nel prossimo triennio.

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Sull'argomento, di grande utilità, la relazione in precedenza di Antonio Sirianni. "Nel Comune di Lamezia già a partire dal 2010 furono registrate delle forti criticità. Che cos'è che veniva alla luce? Un ricorso esagerato ad anticipazione di cassa e soprattutto l'utilizzo di fondi vincolati che poi nel tempo non venivano ripristinati". Per quanto attiene all'oggi, Sirianni è stato chiaro e diretto. "Ci si aspettava un'inversione di tendenza che non c'è stata. Si ricorre più volte ad approvare debiti fuori bilancio, che ormai escono come i funghi quasi mensilmente, e più variazione di Bilancio. E vorrei sottolineare che l'ultima variazione di Bilancio è stata fatta a febbraio di quest'anno. Andando al Bilancio nella parte corrente si prevede un'entrata di un 10% in più rispetto al 2025. Buona parte di questo 10% di incremento di entrate previste, sono legate alla rottamazione nazionale. C'è una leggera riduzione delle spese intorno a un milione di euro. Ma tutto questo alla fine - ha evidenziato Sirianni - ci porta comunque ad un disavanzo presunto di amministrazione di 33 milioni di euro".

Gennarino Masi, dal canto suo, ha dichiarato che "non si può più accettare che il Bilancio sia un libro dei sogni, destinato a trasformarsi nell'incubo di un dissesto. È tempo di pretendere la verità dei conti. È tempo che la politica si assuma la propria responsabilità non solo gestionale ma anche etica". Masi ha ripercorso le tappe della rimodulazione del Piano di rientro da Speranza a Mascaro. "Nonostante le diverse rimodulazione - ha stigmatizzato - i problemi non sono stati risolti, tanto che la Corte dei conti è intervenuta anche nel 2025. Il Comune di Lamezia ha debiti fino al 2049", puntando il dito "sulle previsioni di entrata dalla vendita di immobili" e "anche sulla sovrastima delle entrate dai tributi". Insomma, un quadro poco idilliaco, ripreso poco prima anche dalla consigliere Serratore. "Sì, scrive che c’è partecipazione ma non si pratica - ha sottolineato - non sono coinvolte le categorie, i Sindacati, le Associazioni niente di tutto ciò. In questo Bilancio non c’è nessuna visione per i prossimi tre anni".

A. C.

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