Lamezia, Laboratorio d’Arte Cerra dopo proiezione “Biolab – la guerra biologica”: “Nessuna propaganda solo confronto e cultura”

WhatsApp-Image-2026-01-19-at-08.29.29_178ff.jpg

Lamezia Terme -  "Il Laboratorio d’Arte Cerra è da anni uno spazio culturale indipendente, privato e senza scopo di lucro, in cui si dipinge, si crea e si promuovono eventi culturali come presentazioni di libri, mostre, proiezioni e dibattiti. Un luogo animato esclusivamente da passione e partecipazione, aperto a chiunque voglia confrontarsi, conoscere, approfondire. Nessuna finalità politica, nessun interesse economico, nessuna appartenenza ideologica" è quanto si legge in una nota del Laboratorio d’Arte Cerra.

"Riteniamo -precisano - tuttavia doveroso rispondere alle dichiarazioni apparse sulla stampa in merito alla proiezione e al dibattito legati all’evento “Biolab – la guerra biologica”, dichiarazioni che hanno generato un clamore mediatico sproporzionato e fondato su accuse infondate. È necessario chiarire innanzitutto che le proiezioni dei documentari prodotti da RT in Italia sono legali, come confermato anche da risposte istituzionali a interrogazioni parlamentari. Le autorità competenti e le forze dell’ordine hanno vigilato sull’evento e non lo hanno impedito, proprio perché non ne sussistevano i presupposti". 

"Il documentario - sottolineano - proiettato non parla della guerra tra Russia e Ucraina, né è finalizzato a giustificare alcuna invasione. Si tratta di un’inchiesta che affronta il tema dei laboratori chimici e biologici presenti in diverse aree del mondo, con un focus su alcuni Paesi dell’ex Unione Sovietica. Definirlo propaganda senza conoscerne i contenuti significa esprimere giudizi preventivi, basati su slogan e non su analisi. Comprendiamo la reazione della Comunità Ucraina. In un contesto segnato dalla guerra, dal dolore e dalle perdite, è comprensibile che ogni riferimento alla Russia susciti diffidenza o rabbia. È una reazione umana, che rispettiamo. Proprio per questo, però, riteniamo che la conoscenza debba precedere l’accusa: vedere, ascoltare, comprendere prima di condannare è un atto di responsabilità, non di ostilità".

"Diverso è il discorso che riguarda una parte della classe politica. Chi oggi prende posizione sui giornali ci conosce da molti anni. Sa chi siamo, cosa facciamo e come operiamo. Sa che il Laboratorio d’Arte Cerra non è mai stato un luogo di propaganda, ma di confronto culturale. Colpisce constatare come lo stesso spazio culturale che in passato è stato ritenuto accogliente, utile e persino strategico in determinati momenti – anche elettorali – venga oggi dipinto come ambiguo o pericoloso. Eppure, evidentemente, fare rumore mediatico e schierarsi dove tira il vento è più facile e porta più consenso. Lo stesso consenso che, non molto tempo fa, si cercava partecipando agli eventi ospitati in questo spazio. Se la stessa prontezza mostrata in questa vicenda da alcuni esponenti politici fosse dedicata con continuità alle reali problematiche della città, Lamezia sarebbe probabilmente un posto migliore".

"Quando si leggono titoli come “Evento Russia Today in città è un insulto alla nostra democrazia” o “Nessuna ambiguità nel sostegno agli Ucraini, nessuno spazio alla propaganda del Cremlino”, viene spontaneo chiedersi dove e come oggi si intenda praticare la democrazia. Se davvero la democrazia è confronto, non può ridursi a comunicati stampa e prese di posizione a distanza. La politica nasce nel dialogo, come accadeva nelle piazze greche: luoghi di parola, ascolto e contraddittorio. Il Laboratorio d’Arte Cerra svolge esattamente questa funzione di piazza, di spazio aperto in cui si discute, si conosce e ci si arricchisce reciprocamente. Definire tutto questo un “insulto alla democrazia” appare paradossale, soprattutto alla luce di ciò che la democrazia è davvero: confronto, ascolto e pluralità di voci, non slogan confezionati per i giornali. “Insulto alla democrazia” non sono i dibattiti o le inchieste. Insulto alla democrazia sono i tentativi di censura preventiva, soprattutto quando si pretende di giudicare ciò che non si conosce. La censura non tutela: semplifica, impoverisce, disinforma. Ribadiamo che non si tratta di propaganda filorussa, ma di un lavoro di documentazione che affronta temi scomodi, compresa l’esistenza di laboratori biochimici anche in Ucraina e le possibili conseguenze sulla popolazione. Temi che meritano di essere conosciuti, discussi e compresi, non rimossi. Il Laboratorio d’Arte Cerra ha ospitato numerosi eventi culturali: presentazioni di libri, mostre, dibattiti su temi artistici, sociali, sanitari e storici. In alcuni di questi incontri sono stati presenti anche esponenti politici oggi critici, la cui partecipazione è stata allora gradita. Sarebbe stato auspicabile, anche questa volta, un confronto diretto, anziché accuse veicolate attraverso la stampa. Chi ci conosce sa chi siamo.
Chi non ci conosce può informarsi: è tutto pubblico, è tutto verificabile. Da decenni ci battiamo su temi ambientali, sociali ed economici concreti, senza incarichi, senza stipendi e senza tornaconti. A differenza di chi, percependo decine di migliaia di euro, si limita spesso a fare filosofia sui giornali. Il Laboratorio resta aperto. Le porte sono aperte. Il confronto, per noi, non è mai stato un problema".

© RIPRODUZIONE RISERVATA