
Lamezia Terme – Una sala gremita, nonostante il maltempo, e un pubblico attento e partecipe hanno fatto da cornice alla presentazione di "Il deserto e la parola", l'ultimo libro di Don Emanuele Gigliotti, edito da Grafihéditore e presentato presso il salone della parrocchia della Pietà. A guidare il pubblico in un'analisi teologica e antropologica del testo è stato Don Vincenzo Lopasso, docente di Sacra Scrittura. Il titolo dell'opera è stato interpretato come una potente metafora del lockdown: il "deserto" come simbolo del silenzio e dello spaesamento necessari affinché la "Parola" potesse essere nuovamente ascoltata e accolta.
Il volume raccoglie le riflessioni che Don Gigliotti inviava ai suoi parrocchiani di Amato durante il lockdown, quando le chiese erano chiuse e la celebrazione eucaristica avveniva in forma privata. Non un commento esegetico, ma meditazioni spirituali costruite su tre pilastri: la fede da riscoprire nei sofferenti, l'eucaristia come centro della vita capace di vincere la paura della morte, e la speranza come forza per trasformare l'isolamento in un'occasione di crescita interiore.
Nel suo intervento conclusivo, Don Emanuele ha spiegato che il libro nasce da due motivi essenziali: gratitudine verso Dio per la vicinanza sperimentata attraverso la Scrittura, e memoria, per non dimenticare quanto vissuto. Un monito, il suo, contro la frenesia di una società che, finita l'emergenza, ha ripreso a correre più veloce di prima, rischiando di perdere le lezioni apprese sul senso del limite, la solidarietà e l'attenzione ai più fragili.
La serata è stata impreziosita dagli interventi musicali di Ferruccio Messinese e dalle letture di Giuseppina Mascaro. Hanno collaborato all'iniziativa Nella Fragale Chiara Mazza per la digitalizzazione e il giovane Vittorio Angelo Policreste, autore del disegno in quarta di copertina raffigurante la chiesa di Amato. Il pubblico, in religioso silenzio per tutta la durata dell'incontro, ha incarnato perfettamente il senso del libro: è nel silenzio del deserto che le parole acquistano peso e vita, e che Dio continua a parlarci.


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