
Lamezia Terme – “Il sistema di videosorveglianza in città nella migliore delle ipotesi è assolutamente inadeguato”. Lo ha affermato il procuratore della Repubblica di Lamezia Salvatore Curcio durante la conferenza stampa dell’operazione “Tifo Selvaggio” che ha portato ad arresti e fermi tra componenti ultras del Catania per la violenta aggressione davanti la stazione di Sant’Eufemia a quattro professori reggini diretti all’Unical.
Curcio ammette le difficoltà riscontrate costantemente dagli inquirenti nel ricostruire i fatti proprio a causa di un sistema di videosorveglianza non funzionale. “Quando, a proposito dell’omicidio Berlingieri – afferma Curcio – avevo evidenziato la rilevanza di questa tematica una qualche ragione c’era.
Anche in questo caso – parlando nello specifico dell’aggressione di domenica 29 aprile – gli inquirenti sono stati costretti a fare il giro delle sette chiese tra i privati, con tanti procedimenti che ne hanno ritardano le tempistiche. E’ inoltre inconcepibile – fa presente ancora – che al Comune di Lamezia due telecamere di videosorveglianza non siano funzionanti e che soprattutto la stazione centrale, snodo ferroviario principale della Calabria, non sia assistito da un impianto sufficiente, dobbiamo misurarci con tutte queste criticità.
Questore di Ruocco: "Partite le pratiche per sistema videosorveglianza a Lamezia"
A tal proposito il questore Amalia di Ruocco annuncia che qualcosa in tal senso si stia muovendo. “Siamo intervenuti per fare pressione su chi di dovere e sono partite le pratiche per il sistema di videosorveglianza”.
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