Ministero cancella oltre mille cooperative in Calabria perché senza bilanci, colpite aziende anche nel Lametino

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Lamezia Terme - Sono 1.192 le cooperative operanti in Calabria e che sono state cancellate dal registro delle imprese dal ministero delle Imprese e del Made in Italy con decreto firmato dal ministro Adolfo Urso e pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta ufficiale. Secondo le analisi e gli approfondimenti del ministero, si tratta di aziende che sarebbero esistite solo sulla carta e che presentavano scarsa trasparenza nella gestione. "Verranno cancellate dal pubblico Registro delle Imprese - ha spiegato lo stesso Urso - dopo aver verificato il mancato deposito dei bilanci di esercizio da oltre cinque anni e l'assenza di valori patrimoniali immobiliari. Il provvedimento, che per numero di enti coinvolti risulta il primo mai emanato, rappresenta un passo importante per una maggiore efficacia ed efficienza nell'aggiornamento del Registro delle Imprese e dell'Albo nazionale delle società cooperative. Si tutela, così, un settore che svolge un ruolo significativo e fondamentale nel nostro sistema produttivo".

Si tratta del secondo provvedimento di cancellazione nell'arco di circa un anno, il primo risale all'anno scorso, quando a essere cancellate in Calabria furono circa 4mila cooperative. Questa volta, il colpo di spugna è molto più consistente e colpisce aziende operative nei più diversi settori: dall'edilizia, al sociale, all'agricoltura. In provincia di Catanzaro sono state cancellate 87 aziende, diverse anche nell'area del lametino. Camillo Nola, presidente di Confcooperative Calabria esulta: "Questo intervento del Mimit rappresenta un passaggio cruciale nel contrasto alla falsa cooperazione, un fenomeno che danneggia l'intero tessuto economico e sociale del nostro paese. La pulizia del Registro delle Imprese è un'azione concreta che va ben oltre il simbolico, e testimonia l'impegno del Ministero nel promuovere un ecosistema del lavoro sano e un'economia trasparente. Le 1.192 realtà cooperative sciolte in Calabria dimostrano che, come sempre segnalato, il nostro modello viene spesso usato in maniera impropria. Ci stiamo battendo da anni in tutte le sedi per contrastare queste distorsioni dello strumento cooperativo e continueremo a vigilare e segnalare tutte le anomalie".

Confcooperative Calabria si impegna a continuare il lavoro al fianco del ministero, partecipando ai tavoli di lavoro degli Ispettorati Territoriali del Lavoro e promuovendo sul territorio azioni mirate a salvaguardare la vera cooperazione. "La lotta contro la cattiva impresa, che genera cattivo lavoro e cattiva economia - conclude il presidente Nola - è una priorità assoluta. È fondamentale estirpare queste realtà nocive per garantire lo sviluppo di un sistema cooperativo sano, etico e produttivo, fondamentale per il rilancio dell’economia della regione e del paese".

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