
Lamezia Terme - “In passato il talento e l’ambizione delle donne hanno trovato spazio, in troppi ambiti, solo nell’ombra: non per mancanza di capacità, ma per mancanza di riconoscimento le donne hanno costruito carriere solide, idee innovative e risultati concreti, spesso però firmati, raccontati o legittimati attraverso il nome di un uomo: un marito, un collega, un superiore. Si tratta di un fenomeno che ha radici antichissime, ma che è tanto radicato ancora oggi”. Questa la tematica interessante dell’evento “Riflessi nell’occhio di un uomo: storie di donne tra invisibilità, identità negate e parità da conquistare”, sviluppato con la partecipazione delle referenti Young delle sezioni F.I.D.A.P.A del nostro territorio, coordinato dalla referente Young Fidapa della Sezione di Catanzaro Roberta Palasciano e sviluppato sotto la supervisione della Referente Young del Distretto Sud-Ovest Rosa Pulerà. L’evento, al quale ha partecipato la Fidapa Lamezia con la propria referente Young, Valeria Incarbona, si è svolto presso la Biblioteca Chimirri di Catanzaro sabato 28 marzo e rientra nella rassegna culturale “Donne in Controluce”.
Dopo i saluti istituzionali di Annarita Palaia, presidente F.I.D.A.P.A. Sezione di Catanzaro, e di Rosa Pulerà, sono intervenuti Mimma Caloiero, direttore Dipartimento Medico Infantile Asp di Catanzaro, Lucia Bonacci, docente di Lettere Scuola Secondaria di Primo Grado, Maria Antonietta Sacco, direttrice Gal dei Due Mari, Tea Mancuso, conduttrice radiofonica della rubrica Thearte Radiociak le quali, ciascuna per il personale ambito di competenza, hanno delineato il percorso evolutivo realizzato dalle donne nei diversi ambiti, dimostrando di saper uscire con coraggio e determinazione dalla zona d’ombra in cui per troppo tempo sono state relegate.
“Ciò che fa male è constatare – ha sottolineato nel suo interessante intervento la socia Young della sezione lametina di F.I.D.A.P.A Valeria Incarbona – è come questa dinamica non sia solo una questione del passato, ma è estremamente attuale: chi ricorda, ad esempio, Mackenzie Scott, moglie di Jeff Bezos patron di Amazon? Eppure lei ha lavorato concretamente e al pari del marito nella nascita della startup (contabilità, logistica, organizzazione) contribuendo al pari di lui alla creazione del colosso dell’e-commerce. Nonostante ciò il racconto pubblico del successo di Amazon è stato quasi interamente centrato su Bezos e Mackenzie Scott è stata sempre percepita come figura “di contorno”. Lo stesso vale per Melinda French, co-creatrice della Bill & Melinda Gates Foundation, una delle più potenti fondazioni filantropiche al mondo. Anche in questo caso l’immagine pubblica è stata a lungo dominata dalla figura di Bill Gates e il contributo di Melinda è stato spesso percepito come “complementare” invece che paritario, nonostante il ruolo decisionale reale. Oggi più che mai il nostro compito è, sì ricordare queste storie, ma farlo per cambiare il paradigma: urge operare in modo che nessuna debba più nascondersi dietro il nome di un uomo per essere presa sul serio, perché il merito ha una voce propria e merita di essere ascoltato, senza filtri e senza intermediari”. L’evento, conclusosi con un piacevole conviviale volto a rinsaldare e rendere maggiormente proficuo la collaborazione tra le sezioni, ha avuto un risvolto importante per l’associazionismo del nostro territoriale: dare voce alle socie Young che, sempre nella valorizzazione delle radici incarnato dalle socie di lungo corso, rappresentano non solo il presente ma, soprattutto, il futuro dell’associazionismoF.I.D.A.P.A.
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