Lamezia, impegno per l’inclusione nel progetto “Chiediti se sono felice” al Liceo “Campanella-Fiorentino”

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Lamezia Terme - Storie e testimonianze toccanti nel nuovo appuntamento del progetto scolastico sull’inclusione “Chiediti se sono felice” dal titolo “Insieme si può”, svoltosi presso l’Auditorium del Liceo “Campanella - Fiorentino”, e fortemente voluto da Alfonso Toscano presidente dell’Associazione “il Dono” e dalla co-ideatrice Annamaria Stanganelli, già Garante della Salute della Regione Calabria. Il progetto, che sta coinvolgendo circa 10.000 studenti in tutta la regione, per un totale di nove incontri previsti, ha visto la presenza di numerose autorità civili e militari, presentate dalla giornalista e moderatrice Luigina Pileggi. Tanti gli ospiti istituzionali, come il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, allo Sport e alle Politiche Giovanili Eulalia Micheli, il sindaco di Lamezia Terme Mario Murone e la dirigente scolastica dell’Istituto ospitante, Susanna Mustari, che insieme al presidente Toscano hanno portato i loro saluti rivolgendo ai ragazzi parole di grande intensità, e rimarcando il proprio impegno per l’inclusione.

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“Quando si parla di problematiche giovanili, in realtà il problema è nostro”, ha considerato il prefetto De Rosa, “Noi adulti spesso non vi capiamo: dateci la possibilità di stare al vostro fianco”. Accanto all’intento di sensibilizzazione, forte l’interessamento concreto del mondo delle Istituzioni, rappresentato da De Rosa e Micheli, rispetto a progetti reali finalizzati all’accoglienza e al superamento delle barriere fisiche, architettoniche e comunicative, presentati dai loro stessi fautori nel corso dell’evento. Come “La spiaggia dei valori” di Debora Donati, presidente dell’Associazione “Insieme a Te”, un ambizioso progetto di spiaggia inclusiva attrezzata per accogliere persone portatrici di gravi disabilità, e realizzata in Emilia Romagna a partire dal sogno di una famiglia che voleva “fare delle normali vacanze al mare” andando oltre limiti imposti, e da un finanziamento di soli 100.000 euro, salito a oltre un milione grazie alle donazioni spontanee. Un’idea che ad oggi ha coinvolto oltre 3000 giovani volontari, diventando un progetto virtuoso presentato all’ONU. Il tutto è stato realizzato anche grazie all’interessamento del prefetto De Rosa, allora di stanza a Ravenna, che ha manifestato con gioia la possibilità di realizzare qualcosa di simile in Calabria, con la collaborazione di Fabrizio D’Agostino presidente regionale di Federalberghi che, intervenuto all’evento, ha subito manifestato la propria disponibilità. Ma in realtà già qualcuno in Calabria ha provato a realizzare una spiaggia inclusiva, e si tratta del “Lido on the beach”, fortemente voluto da Angelina Giaquinta, psicologa clinica del Centro Lucrezia - Servizi per l’Autismo – primo centro in Calabria accreditato per i disturbi dello spettro autistico – e presidente dell’Associazione Asylos. “Il nostro Lido è ancora aperto, ma le cose purtroppo non sono andate esattamente come avrebbero dovuto”, spiega senza nascondere la commozione. Il Lido infatti è stato realizzato a Isola Capo Rizzuto, in una zona segnata da forte abusivismo, con ingerenze della criminalità, dove la presenza di un’associazione con finalità sociali non poteva essere tollerata. L’esito è stato dei più tragici: il figlio giovanissimo di Angelina, Filippo Verterame, è stato vittima di un brutale agguato e ucciso a colpi di arma da taglio mentre andava a lavoro nel Lido, dopo svariati avvertimenti.

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“Filippo coltivava il sogno dell’imprenditoria sociale, e nel Lido era punto di riferimento di tanti ragazzi, affetti da autismo o con spettro normotipico, che lavoravano con lui” ha spiegato la madre, lasciando parlare un video che ne ha raccontato la storia, fino all’epilogo della donazione degli organi, che hanno salvato sei vite umane. Funestato da gravi difficoltà, ma sempre combattivo, anche “Civico 25”, l’esperimento di imprenditoria sociale di Eugenio Iannella. Nativo di Pianopoli, Eugenio perde il suo lavoro nella ristorazione in Emilia durante la pandemia, e decide coraggiosamente di mettersi in proprio con un piccolo servizio di pizze e hamburger da asporto. Da sempre coltiva in realtà il sogno di aprire una pizzeria inclusiva che dia lavoro a ragazzi con disabilità e vittime di bullismo, mettendo a frutto tutto ciò che suo fratello Vittorio, nato con sindrome di Down, gli ha insegnato nel corso di una vita.

Oggi la sua pizzeria, che ha superato anche l’alluvione in Emilia, è una realtà virtuosa di spessore, che potrebbe essere esportata in Calabria. Accanto al mondo dell’imprenditoria sociale, due testimonianze dal mondo dello sport: Anna Barbaro, atleta paralimpica di nuoto e Triathlon, vincitrice di titoli mondiali, che perde la vista a 25 anni ed è oggi “moglie, madre, sportiva, lavoratrice”, con il sostegno del suo inseparabile labrador e l’affetto di una famiglia e di un compagno che non l’hanno mai lasciata sola; e la giovane Alessia Raso, di soli 12 anni, campionessa paralimpica di nuoto, accompagnata da Carmen Mazzei, direttrice della sezione paralimpica di Kairos Nuoto Lamezia. Una bambina che legge il proprio discorso in linguaggio Braille, sorprendendo l’uditorio per la straordinaria maturità delle sue parole: “Molti pensano che la mia vittoria siano le medaglie, i tempi in gara, il record nazionale di categoria”, spiega, “In realtà la medaglia più bella non è quella che mi mettono al collo: è quando qualcuno mi ascolta, e capisce che una persona con disabilità ha diritto di uscire, studiare, vivere pienamente. La disabilità non è un limite, è una compagna che cammina con te, ma non è lei che decide chi sei. Lo sport è stato fondamentale per me. In piscina non sono “la ragazza cieca”: sono Alessia, un’amica, una compagna di squadra. Questo mi ha insegnato la fiducia negli altri e in me stessa. L’inclusione non è una parola, è una mano tesa, una porta che si apre. Perché dobbiamo poter uscire, muoverci, partecipare, e soprattutto lavorare. La disabilità non dev’essere vissuta come un problema ma come una risorsa”. Quindi l’invito alle famiglie ad aprirsi, e a non sbagliare per eccesso di protezione, e quello alla stabilizzazione degli insegnanti di sostegno, così importanti come figure di riferimento. L’evento è stato animato dal pianoforte di Antonio Rubino, alunno della V A dell’indirizzo musicale. Pervenuti i saluti della Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. A tradurre nel linguaggio dei segni, l’insegnante LIS Giusy Giordano.

Giulia De Sensi

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