
Lamezia Terme - Durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo Palazzetto dello Sport di Lamezia Terme, avvenuta ieri 19 gennaio, alcune dichiarazioni pronunciate da un assessore comunale in merito allo sport inclusivo e alle persone con disabilità hanno suscitato polemiche e reazioni critiche. Sul caso sono intervenuti esponenti politici e rappresentanti del mondo associativo, che chiedono maggiore attenzione, rispetto e coerenza tra parole e azioni.
“Durante l’inaugurazione del nuovo Palazzetto dello Sport di Lamezia Terme, evento pubblico e istituzionale dedicato allo sport e all’inclusione, sono state pronunciate parole che non possono e non devono passare sotto silenzio” è quanto afferma , Rosamaria Scaramuzzino del Pd. “Un Assessore comunale ha dichiarato che gli sport inclusivi riescono a dare a “soggetti disabili la stessa visibilità di noi persone normali”. Un’espressione grave, inaccettabile, profondamente lesiva della dignità delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Non si tratta di una semplice imprecisione linguistica. Quelle parole riflettono una visione culturale sbagliata, che divide le persone tra “normali” e “non normali”, tra chi concede spazio e chi deve ottenerlo. Una narrazione che contraddice i principi della Costituzione, della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e di ogni autentica idea di inclusione”. “Le persone con disabilità – sottolineano - non hanno bisogno di “visibilità concessa”. Sono cittadine e cittadini a pieno titolo. Chiedono rispetto, diritti, servizi adeguati e opportunità reali. L’inclusione non si proclama da un palco né si esaurisce in un evento inaugurale. Si pratica ogni giorno attraverso politiche pubbliche concrete, servizi sociali ed educativi adeguati, sostegno alle famiglie e abbattimento delle barriere, soprattutto culturali. E il linguaggio delle istituzioni è parte fondamentale di questo percorso”.
“Come Partito Democratico riteniamo questo episodio gravissimo. Chi amministra una città ha il dovere di conoscere il peso delle parole che utilizza e di essere all’altezza della responsabilità del ruolo che ricopre. Non è una questione di “politicamente corretto”, ma di rispetto, consapevolezza e cultura istituzionale. Lamezia Terme merita istituzioni che parlino e agiscano in modo coerente con i valori dell’inclusione e della dignità della persona. Continueremo a vigilare e a pretendere che questi principi siano affermati non solo a parole, ma nei fatti”. Sulla questione è intevenuta anche Annamaria Lucchino Presidente Oltre l'Autismo Catanzaro Odv.
“Vogliamo sottolineare, così come fatto in passato per "portatori di disabilità", che la terminologia "soggetti disabili" mette al centro la disabilità della persona, definendo la stessa attraverso quella sua caratteristica e basta; che le persone con disabilità hanno accettato l'invito all'Evento senza ricercare alcuna visibilità; che autodefinirsi normali, implica l'affermazione che noi siamo diversi, rafforzando così stereotipi e discriminazioni; che patrocinare un Evento dal titolo "Sport senza barriere" non è sufficiente, se non è seguito da azioni concrete a sostegno delle famiglie”. “Non sono le famiglie dell'Associazione Oltre l'Autismo che chiedono di utilizzare la terminologia corretta, ma il Decreto legislativo 62/2024 con cui si promuove un uso normativo e istituzionale di linguaggio che deve mettere al centro la persona e favorire una rappresentazione non stigmatizzante delle persone con disabilità. Invitiamo, dunque, i Rappresentanti degli Enti locali a prendere visione dell'Art. 4 del suddetto Decreto per non incappare più in scivoloni simili. Le parole non sono neutre: possono ferire, normalizzare le ingiustizie, svalutare le persone, contribuire ad escludere e rendere più difficile costruire una società davvero inclusiva e rispettosa”.
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