
Lamezia Terme - Il territorio lametino, che comprende 18 Comuni e serve oltre 120 mila cittadini, continua a fare i conti con gravi criticità strutturali nel servizio di emergenza-urgenza medica 118. Di fronte a questa situazione, le diciotto amministrazioni comunali hanno deciso di fare fronte comune, al di là del colore politico e degli schieramenti, a tutela delle rispettive comunità. Tutti i Consigli comunali hanno deliberato all’unanimità per chiedere il necessario e indifferibile potenziamento del servizio di emergenza per i territori interessati. È stato, quindi, il delicato e dibattuto tema del servizio di emergenza-urgenza 118 al centro della conferenza stampa convocata questa mattina dal consigliere comunale Giancarlo Nicotera presso la saletta Commissioni del Comune. Nel corso dell’incontro, Nicotera, ha illustrato le iniziative già intraprese e ha anticipato quelle in programma per il potenziamento, ormai non più rinviabile, del Servizio di Emergenza Urgenza Medica 118.
“La problematica non rientra solo nel diritto alla salute, qui stiamo parlando di diritto alla vita” dichiara Nicotera che, aggiunge: “Se non si arriva nei tempi opportuni con ambulanza medicalizzate e con strumentazione adeguata, si muore”. Rivolge il suo appello e quello dei 18 comuni del Lametino al Presidente della Regione Roberto Occhiuto e, puntualizza: “la nostra vuole essere una richiesta: abbiamo bisogno di attenzione”. Circondato da documenti e delibere delle varie amministrazioni comunali che negli ultimi hanno chiesto il potenziamento del servizio del 118 a tutela dei suoi concittadini, Nicotera ha illustrato alla stampa e alla comunità il lavoro che è stato fatto per affrontare una problematica non più rinviabile.
Secondo il consigliere comunale non bisogna fare paragoni con altre regioni o città ma contestualizzare. E punta l’attenzione sulle strade della Lombardia, basterebbe pensare alle corsie di emergenza che hanno al Nord e guardare poi alla nostra statale 18. In Lombardia, ad esempio, c’è un ospedale strutturato ogni 10 km. Il territorio lametino comprende ben 658 km², un’estensione territoriale pari ai comuni di Milano, Palermo Napoli e Catania uniti. “Abbiamo a disposizione 4 ambulanze in un territorio così esteso - precisa Nicotera - ci sono comuni che rischiano di restare completamente isolati così come anche le stesse frazioni montane di Lamezia con strade non facilmente percorribili, soprattutto in inverno”. E, in varie situazioni come i “casi tempo-dipendenti come un infarto o politrauma il tempo è fondamentale”. In alcuni episodi, sottolinea “oltre alla morte c’è il rischio di danni cerebrali permanenti se non si viene soccorsi in tempo”. Inoltre, bisogna considerare che non tutti gli ospedali possono trattare determinate problematiche, quindi, l’ambulanza deve raggiungere l’ospedale più idoneo.
"Per 4 ambulanze servirebbero 24 medici, ma ne abbiamo solo 7"
Guardando ai tempi dei Lea: per 4 ambulanze sarebbero necessari 24 medici. “Noi ne abbiamo 1 solo a Falerna, 4 a Lamezia e 2 a Soveria. Quindi solo sette. E, se si aggiunge che a volte bisogna andare in ospedali nel Cosentino, nel momento in cui un mezzo si sposta sulla lunga distanza lascia scoperta la postazione”. Gli standard parlano di 8 minuti di attesa per un’ambulanza nell’area urbana e 20 minuti per area extra urbana mentre, i dati veri variano dai 35 ai 40 minuti in area urbana e ancora di più nell’extraurbana per un bacino di utenza di oltre 120mila che d’estate arriva anche a superare i 200mila.
Le richieste e i prossimi passi
Quindi, in conclusione, i 18 Enti uniti chiedono: il potenzialmente dei mezzi ma anche strumentazioni adeguate a bordo: come ecografi, massaggiatori e altri strumenti cardiaci. “In alcuni casi mancano anche le barelle e le ambulanze non possono partire”, fa sapere Nicotera. Oltre, naturalmente, al colmare la carenza di personale e richiedere più medici e ambulanze per un territorio così vasto.
“Questa non è una denuncia o protesta ma una richiesta fatta in maniera condivisa". I prossimi passi: quello di sottoporre le varie delibere al presidente Occhiuto. “Ci sentiamo scoperti per questi nostri territori. Pertanto - afferma Nicotera - chiediamo una particolarissima attenzione sulla richiesta di potenziamento. Il tutto nella logica del costruire assieme”. Ringrazia poi i cittadini che hanno partecipato alla raccolta firma arrivando a raccoglierne migliaia, iniziativa che ha dato il là a questo lavoro che ha portato poi alla delibera sottoscritta da 18 amministrazioni. Si valuterà poi - è emerso durante la conferenza stampa - anche di lanciare l’idea di un consiglio comunale aperto con i 18 comuni; dell’importanza della medicina territoriale; al sottoporre la questione anche alla Commissione sanità regionale. In ultimo, anche i cittadini devono fare la loro parte, chiamando il 118 in casi di vera emergenza urgenza per evitare anche di congestionare i pronto soccorso. “Occhiuto salvaci la vita”, è l’appello unanime dei comuni del territorio lametino.
A riaccendere l’attenzione sul tema è stato anche il drammatico caso di un uomo di 57 anni, morto a fine 2025 tra le braccia del figlio mentre attendeva l’arrivo di un’ambulanza. Una tragedia che ha riportato alla luce una problematica mai risolta e che non riguarda soltanto Lamezia Terme, ma l’intera provincia e la Calabria tutta: un servizio di emergenza-urgenza in evidente sofferenza, segnato da gravi carenze di personale, mezzi insufficienti e ambulanze medicalizzate troppo spesso indisponibili, con tempi di attesa che in situazioni critiche diventano interminabili. Una situazione alla quale oggi i 18 Comuni del Lametino (Lamezia Terme, Platania, Soveria Mannelli, Pianopoli, San Pietro a Maida, San Mango d’Aquino, Falerna, Motta Santa Lucia, Jacurso, Gizzeria, Conflenti, Nocera Terinese, Feroleto, Martirano, Curinga, Decollatura, Martirano Lombardo, Maida) reagiscono chiedendo a gran voce il potenziamento del servizio.
Ramona Villella

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