
Lamezia Terme – “C’è una Lamezia libera, positiva, che non è sorda al richiamo contro il malaffare”. Ad affermarlo salvatore Biase, coordinatore cittadino di Forza Italia, all’indomani di un’iniziativa dei sindacati. “Temi delicati e complessi come la sicurezza, criminalità e sviluppo – spiega - sono concetti strettamente legati. Sicuramente non c’è sicurezza vera senza sviluppo, così come non c’è sviluppo senza sicurezza. E dove lo Stato è debole (controlli, giustizia lenta, servizi scarsi) la criminalità cresce, di conseguenza l’aumento della criminalità riduce la sicurezza. Le forze sane devono operare sempre con unico obiettivo: sensibilizzare contro il malaffare. Non v’è dubbio che laddove la povertà è più visibile – afferma ancora - assieme alla disoccupazione, la mancanza di istruzione favoriscono l’ingresso nella criminalità. Non sfugge che la sola repressione non basta se non è accompagnata dalla prevenzione. Studi specifici dimostrano che lo sviluppo economico e sociale riduce le cause profonde del crimine. Investire in scuola, lavoro e servizi è una forma di sicurezza a lungo termine. Crescita culturale, insomma, con l’idea che senza sicurezza non arrivano investimenti, turismo, imprese”.
“Le comunità insicure – prosegue De Biase - restano bloccate e si impoveriscono- Quindi la sicurezza favorisce coesione sociale e fiducia nelle istituzioni. Comunque la sicurezza non si garantisce solo con la repressione della criminalità, ma soprattutto attraverso politiche di sviluppo economico e sociale che ne eliminino le cause. La sicurezza è un bene pubblico che si costruisce attraverso politiche integrate di sviluppo economico, inclusione sociale e legalità, in un quadro di corresponsabilità tra istituzioni, parti sociali e comunità locali. Per questo è necessario affiancare alle politiche di prevenzione e contrasto interventi strutturali di welfare territoriale e sviluppo sostenibile. Importante è promuovere lavoro dignitoso, regolare e di qualità, sostenere redditi adeguati e inclusione lavorativa, anche attraverso la contrattazione e le politiche attive; investire in istruzione, formazione, cultura e prevenzione sociale; rafforzare servizi pubblici e servizi di comunità, con particolare attenzione alle aree più fragili; sviluppare reti territoriali per il contrasto a illegalità, sfruttamento e criminalità, valorizzando il ruolo del terzo settore”.
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