
Lamezia Terme – Si è svolta al Tribunale di Lamezia l’udienza preliminare - a seguito della richiesta di rinvio a giudizio - per alcuni indagati in merito ad una presunta truffa ai danni dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro.
La sentenza
Il Tribunale di Lamezia, nella persona del giudice Francesco De Nino, all'udienza del 24 febbraio, ha dato lettura del dispositivo di sentenza dichiarando: il non luogo a procedere nei confronti di Massimiliano Capparelli, Vincenzo Luciano Toia, Giuseppe Vaccaro e Giuseppe Mascaro in ordine ai reati a loro ascritti al capo A) e B) dell’imputazione, perché il fatto non costituisce reato. Ha dichiarato, inoltre, il non luogo a procedere nei confronti di Giovanni Pirillo, in ordine ai reati a lui ascritti perché estinti per morte dell'imputato. Il giudice ha indicato in giorni 30 il termine per il deposito della motivazione.
Nel collegio difensivo gli avvocati Calabretta, Arena, Vallone, Rocco, Muraca.
Le indagini
In tutto erano state 16 le richieste di rinvio a giudizio al termine delle indagini condotte dalle Fiamme Gialle lametine, che hanno permesso di riscontrare l’esistenza di un presunto sistema illecito diffuso finalizzato a lucrare indebitamente sui rimborsi riconosciuti dalla azienda sanitaria per l’acquisto di presidi e ausili, attraverso la presentazione al distretto sanitario lametino di prescrizioni “prefabbricate ad hoc” risultate false. Le false prescrizioni sarebbero 270, con un potenziale danno al servizio sanitario pubblico di circa 300 mila euro.
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