
Lamezia Terme – Il consigliere comunale Gennarino Masi reputa la sua esclusione dalle Commissioni consiliari “un grave attacco ai principi di democrazia e legalità è stato perpetrato all'interno del Consiglio Comunale di Lamezia Terme”.
Secondo Masi, pertanto, “con un provvedimento palesemente illegittimo, il Presidente del Consiglio ha disposto la mia estromissione dalle Commissioni Consiliari permanenti, cedendo a una manovra di potere che calpesta le regole fondamentali del nostro ordinamento. Il provvedimento si fonda su delle comunicazioni del capogruppo del 'PARTITO DEMOCRATICO', presentate come espressione di una volontà del gruppo consiliare. Tuttavia, questa narrazione è falsa. Come ho già formalmente denunciato, "nessuna riunione del gruppo consiliare del PD ha deciso la mia sostituzione". Le comunicazioni del capogruppo sono, pertanto, atti puramente unilaterali, privi di qualsiasi legittimazione democratica e posti in essere in aperta violazione delle norme che dovrebbero garantire il corretto funzionamento delle istituzioni”.
Il Regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale, all'articolo 8, comma 6, - ricorda il consigliere di opposizione - è inequivocabile nel definire le competenze e le procedure: "Al fine di procedere alla costituzione delle Commissioni, ciascun gruppo designa i propri rappresentanti in seno ad ogni Commissione. I capigruppo ne danno immediata comunicazione al Presidente del Consiglio. Con le stesse modalità si procede per la sostituzione dei commissari designati”.
La norma attribuisce, precisa Masi: “la competenza a designare e sostituire i commissari al "gruppo" nella sua interezza e collegialità. Al capogruppo spetta unicamente il ruolo di mero portavoce delle decisioni assunte dall'organo competente, non quello di decisore solitario. Ignorare questa disposizione significa tradire il principio di collegialità e trasformare un ruolo di coordinamento in uno strumento di potere personale. Ancora più grave è il ruolo del Presidente del Consiglio, il quale, invece di agire come garante imparziale della legalità e del corretto funzionamento dell'assise, ha avallato passivamente questa iniziativa. Adottando un provvedimento così incisivo basato su "false informazioni", il Presidente del Consiglio ha compromesso la sua funzione di garanzia e ha dimostrato di non aver effettuato la minima verifica sulla legittimità della fonte della comunicazione ricevuta.
Questa vicenda non è una mera questione procedurale interna a un partito politico. Essa rappresenta una ferita profonda ai principi democratici che governano le istituzioni locali. Il Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000) sancisce l'autonomia funzionale e organizzativa dei consigli comunali, ma tale autonomia deve essere esercitata nel rispetto delle regole che il consiglio stesso si è dato. La violazione del regolamento sulla composizione delle Commissioni, organi essenziali per la vita democratica dell'ente, costituisce una lesione diretta di tale autonomia e altera gli equilibri di rappresentanza definiti dal voto popolare!”.
Gennarino Masi conclude sostenendo che “l'estromissione illegittima di un consigliere non lede soltanto il diritto del singolo di espletare pienamente il mandato elettivo, ma rappresenta uno schiaffo alla volontà degli elettori e un pericoloso precedente che mina la credibilità e l'integrità delle istituzioni comunali. Di fronte a questo sopruso, non intendo rimanere inerte. Ho già esercitato il mio diritto di accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione relativa a questa torbida vicenda, incluse le comunicazioni che hanno dato origine a questo atto illegittimo. Questo non è un attacco personale, ma una battaglia in difesa della legalità, della trasparenza e del rispetto del mandato che i cittadini mi hanno conferito. Riaffermo il mio impegno a tutelare questo mandato in ogni sede competente, pronto a intraprendere ogni ulteriore azione necessaria per ristabilire il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche del nostro Comune e per garantire che simili abusi di potere non abbiano a ripetersi”.
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