Lamezia, incontro con i servizi sociali sulla riforma della disabilità

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Lamezia Terme – Si è svolto ieri un incontro con i servizi sociali di Lamezia Terme che ha voluto mettere ‘a nudo’ una realtà purtroppo ancora diffusa: una chiusura culturale che rischia di soffocare sul nascere la "rivoluzione copernicana" promessa dalla riforma della disabilità. “Nonostante il nuovo quadro normativo - è spiegato in una nota - i modelli operativi restano ingessati su una visione puramente contabile del bisogno, dove la scarsità di fondi economici diventa l'unico perimetro entro cui muovere (o fermare) l'assistenza. Una riforma che non accetta più scuse finanziarie. Il Decreto Legislativo 3 maggio 2024, n. 62 non è solo un aggiornamento burocratico; è il passaggio definitivo da una visione "paternalistica" e medica a una basata sull'autodeterminazione e sul modello bio-psico-sociale. Se i servizi sociali continuano a replicare modelli chiusi, ignorano che il cuore della riforma è il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, definito come un diritto fondamentale delle persone con disabilità”. 

“La resistenza riscontrata, focalizzata ossessivamente sulla limitata disponibilità di fondi - è ancora detto - ignora il concetto innovativo di Budget di Progetto, che non è una semplice cifra monetaria, ma l’insieme integrato di risorse umane, professionali, tecnologiche, strumentali ed economiche, sia pubbliche che private. È trovare "risorse" oltre il portafoglio. Esiste il timore concreto, confermato anche dalle analisi dell'Agenzia Iura, che il Progetto di Vita rimanga un "diritto finanziariamente condizionato" se i comuni non cambiano mentalità. Tuttavia, la giurisprudenza ha già iniziato a sanzionare l'inerzia degli enti locali: in caso di rifiuto o ritardo nella formulazione del progetto, la persona con disabilità può rivolgersi al tribunale per ottenere l'adempimento e, in certi casi, il risarcimento dei danni. Non si può costruire il futuro della disabilità con le lenti del passato”.

“Chiedere ai servizi sociali di aprirsi - concludono - non significa ignorare i vincoli di bilancio, ma onorare l'obbligo di cercare soluzioni nuove attraverso l'accomodamento ragionevole e la partecipazione attiva della persona. Il Progetto di Vita non è una concessione basata sulla disponibilità di cassa del momento, ma uno strumento per garantire che la persona con disabilità possa scegliere dove e con chi vivere, sviluppando tutte le proprie potenzialità. È tempo che anche a Lamezia Terme le "risorse" inizino a essere contate non solo in euro, ma in termini di inclusione e dignità umana”. È quanto rendono noto i firmatari Antonio Mangiafave - Progetto Gedeone, Emanuela Muraca - Angsa Lamezia Terme, Salvatore Durante - Associazione X Fragile Calabria, Annamaria Lucchino - Oltre l'Autismo Catanzaro Odv.

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