Lamezia, Lo Moro e Masi: “Evento Russia today in città è insulto alla nostra democrazia”

demasilomoro_1bc4f_ac77c.jpg

Lamezia Terme – I consiglieri comunali del Pd Lamezia, Doris Lo Moro e Gennarino Masi, in una nota, fanno seguito all’intervento dell’associazione “Svitanok”, sulla proiezione del film di propaganda “Biolab la guerra biologica”, prodotto “dalla televisione statale “Russia Today”, diretta emanazione del regime di Putin, e come tale sottoposta a sanzioni europee perché riconosciuta come strumento di guerra informativa”.

Questo film, evidenzino i consiglieri Pd “pur presentato come un documentario d’inchiesta, è in realtà un prodotto volto a giustificare l’invasione su larga scala dell’Ucraina e a nascondere i crimini di guerra dell’esercito russo. Dobbiamo evidenziare come questa proiezione si inquadri in un più ampio progetto volto a portare avanti le narrazioni del Cremlino: dai giornali nazionali sappiamo, infatti, che in questi giorni si è tentato di proiettare proprio questo film in diverse altre città italiane, sempre con la presenza del blogger Vincenzo Lorusso, noto per i suoi attacchi al nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed alle Istituzioni democratiche del nostro paese. È, poi, notizia degli ultimi giorni che la proiezione del film è stata vietata nella piccola Repubblica di San Marino proprio per evitare le ingerenze di potenze straniere nel paese. Dobbiamo, anche, sottolineare come, anche, nel recente passato si siano svolte qui a Lamezia e nel circondario iniziative propagandistiche analoghe, evidentemente, organizzate da una “rete” locale con contatti nazionali, ricordiamo a titolo esemplificativo: l’incontro con un altro noto blogger filorusso Andrea Lucidi l’anno scorso o l’apparizione anche nella nostra città dei manifesti di propaganda “La Russia non è mia nemica”. Non possiamo che aderire all’appello lanciato dalla comunità ucraina, facendoci portavoce di un’intera comunità che ritiene questo evento un insulto e un attacco alla democrazia del nostro paese, ed insistiamo affinché le autorità preposte vigilino su tale iniziativa e la impediscano se ne sussistono i presupposti”.

Lo Moro e Masi ritengono necessario “provare a fermare chi continua a portare avanti la disinformazione in questo Paese, mentre in Ucraina la popolazione civile è lasciata al gelo dagli attacchi russi alle infrastrutture energetiche. Ci siano permessi, poi, degli appunti a quanto sostenuto dagli organizzatori dell’evento, per pubblicizzare l’iniziativa: appare incredibile parlare di “censura in Italia” per promuovere un prodotto audiovisivo di un regime come, quello russo, che chiude i giornali ed imprigiona i giornalisti. Sulla libertà di espressione e di informazione in quel paese non possiamo che ricordare l’assassinio, qualche anno fa, della giornalista Anna Politkovskaja, uccisa dal regime per aver denunciato i crimini di guerra commessi dal suo paese e per aver smascherato con i suoi reportage la propaganda e la censura di Putin. Ancora, richiamare la storia della lotta antifascista per difendere la propaganda di uno Stato aggressore è un insulto alla memoria democratica del nostro Paese. Colpisce l’assenza totale di attenzione verso le vittime: i civili bombardati, i profughi, le città distrutte, i bambini ucraini deportati”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA