Lamezia, Piccioni (Pd): "Tariffe insostenibili, amministrazione Murone rischia di trasformare Palasport in cattedrale nel deserto"

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Lamezia Terme - "L'amministrazione Murone ha il dovere di dire e spiegare alla città cosa intende fare con il nuovo Palazzetto dello Sport". È quanto chiede Rosario Piccioni della segreteria Pd di Lamezia Terme secondo il quale "appare infatti incomprensibile e ingiustificabile la clamorosa inversione di marcia registrata con la delibera di giunta del 13 febbraio con cui  la giunta Murone ha completamente cambiato le carte in tavola per la gestione del nuovo palazzetto dello sport, optando per la via a nostro avviso estremamente complicata e difficilmente percorribile della gestione diretta da parte del Comune".

Ma ricostruiamo la vicenda, precisa Piccioni: "l'amministrazione Mascaro aveva commissionato ad una nota società di consulenza uno studio specialistico per capire quali fossero le possibili modalità di gestione del nuovo Palazzetto. In base al piano economico stilato era venuto fuori che la strada migliore era quella dell'affidamento a terzi della struttura con il pagamento di un canone al Comune. E infatti nelle linee programmatiche approvate dalla maggioranza Murone in Consiglio comunale si parla espressamente di un bando di gestione con delle premialità per chi propone interventi di miglioria della struttura e dell'area. A fine ottobre in una seduta della quarta commissione consiliare l'amministrazione, per bocca dell'assessore allo Sport Pirelli, informa i consiglieri comunali circa la volontà di procedere all'affidamento per 25 anni a un soggetto esterno. Addirittura nell'occasione l'assessore si è spinto ad ipotizzare la pubblicazione del bando entro la fine dell'anno. In questa ottica, a novembre, in occasione di una variazione di bilancio, l’amministrazione stanzia la somma di 100.000,00 euro da destinare alla Cuc di Reggio Calabria che avrebbe dovuto indire un bando europeo per la gestione del nuovo Palazzetto. Abbiamo poi tutti quanti ancora negli occhi le splendide immagini di inizio anno con l'apertura al pubblico del Sasso come una grande occasione di rilancio e di crescita per la città. Nel giro di poche settimane, invece, un dietrofront inspiegabile con una decisione contraddittoria da parte della giunta Murone, discussa solo ieri nella commissione consiliare competente dopo che la giunta aveva già deliberato, che apre prospettive poco chiare per il futuro di un’infrastruttura che continua ad essere strategica per Lamezia e la Calabria".

"Nessuna discussione pubblica - afferma Rosario Piccioni - nessun tavolo di confronto con le associazioni e le diverse realtà sportive. La cosa più grave è proprio il fatto che nella delibera di giunta non viene fornita alcuna motivazione di questa scelta che va in direzione contraria a quanto la società specializzata aveva suggerito al Comune, vale a dire di individuare un soggetto esterno che potesse farsi carico e valorizzare al massimo la nuova realtà sportiva.  E’ normale che un Comune, sebbene con un’amministrazione precedente, abbia speso soldi pubblici per farsi indicare la strada da seguire da un soggetto esterno specializzato e poi, dalla sera alla mattina, cambi completamente indirizzo e faccia di testa sua? Una scelta incomprensibile nel metodo e a nostro avviso fallimentare nel merito, che prospetta una gestione finanziariamente e operativamente insostenibile per il Comune. Solo per citare un esempio. Nella relazione tecnica, si parla dell’utilizzo di 11 unità di personale interno del Comune da impiegare per le attività  del Palazzetto, il tutto per un costo di 210.000 euro esclusi gli straordinari e i festivi che, come è chiaro, saranno i giorni di maggiore utilizzo della struttura. Ci può spiegare l’amministrazione Murone come farà un Comune già pesantemente in affanno, con le strade cittadine ridotte a crateri e il personale comunale ridotto all’osso che a stento riesce a dare risposte sui servizi essenziali, a sobbarcarsi la gestione di una realtà complessa che richiede personale qualificato e specializzato e un impegno sette giorni su sette per poter essere valorizzato adeguatamente? Nel prospettare una gestione assolutamente antieconomica, per giustificare la propria scelta l’amministrazione presenta poi una relazione che ipotizza entrate irrealistiche dall’utilizzo della struttura, cifre chiaramente destinate a restare sulla carta. Si parla di 110.000 euro all’anno di incassi da eventi sportivi, prevedendo tariffe assolutamente inaccessibili per le piccole realtà sportive cittadine, che invece avrebbero tutto il diritto beneficiare di una grande realtà come quella del nuovo palazzetto: si parla di un costo di 650 euro a partita nel caso di manifestazione a ingresso gratuito, fino a un costo minimo di 2.000 euro per le partite con ingresso a pagamento. Quale piccola o media società o associazione sportiva lametina può permettersi di sostenere questi costi mensili ed annuali? E ancora si parla di 40.000 € di ricavi da sponsor privati che oggi  dovrebbero investire su una realtà che, per i tempi brevi e le note criticità di contesto che tutti conosciamo, dai parcheggi all’assenza di manutenzione dell’area esterna, oggi va ancora fatta conoscere e lanciata nel panorama sportivo. Inoltre è consapevole la giunta Murone che le società e associazioni sportive vivono di piccole sponsorizzazioni e quindi si andrebbe a creare un inevitabile conflitto di interessi che porterebbe a chiudere diverse società sportive?".

"Addirittura - sottolinea - si ipotizzano poi ben 100.000 € all'anno per il Naming rights, cioè la possibilità di abbinare uno sponsor al nome della struttura sportiva. Ma è chiaro a tutti che, allo stato, siamo solo nel campo di ipotesi molto fumose. Le uniche entrate plausibili sono solo quelle legate ai concerti e ai grandi eventi, ma che da sole sono chiaramente insufficienti a fare quadrare i conti. Ecco perché sarebbe bene conoscere quali sono stati i risultati dell’indagine di mercato a cui si è fatto riferimento, come è stata svolta e soprattutto che benchmark di riferimento si sono considerati poiché il tessuto imprenditoriale e sportivo di Lamezia non è certamente uguale a quello delle altre grandi città del sud Italia. Lo capisce l'amministrazione Murone che con questo modello di gestione sta creando le condizioni per fare diventare il nuovo Palazzetto una “cattedrale nel deserto”,  utilizzabile solo per pochi grandi spettacoli e inaccessibile durante l’anno per le attività ordinarie delle tante realtà sportive lametine. Noi ci auguriamo che non sia così e faremo di tutto perché il Palazzetto sia valorizzato per quella che è la sua vocazione: una realtà sportiva vissuta tutto l’anno, a servizio del mondo dello sport lametino e di tutta la Calabria".

"Invito la giunta Murone - conclude la nota di Piccioni - a ritornare sui suoi passi e a dar seguito a quel percorso che ho più volte sollecitato: si apra il prima possibile un tavolo di confronto con tutte le società sportive lametine, coinvolgendo anche le realtà calabresi e soggetti sportivi nazionali, per individuare insieme la strada per una gestione adeguata che valorizzi al massimo e subito le potenzialità del nuovo Palazzetto dello Sport. Soprattutto si segua una strada, anche sperimentale, che metta al centro lo sport, la pratica sportiva e, perchè no, che valorizzi anche il lavoro e le competenze di tante società sportive lametine. Abbiamo una grande risorsa tra le mani. Non possiamo permetterci di  sprecarla con scelte amministrative incomprensibili".

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