
Lamezia Terme - Prosegue a Lamezia Terme il percorso che prova a rileggere una ferita storica della città come uno spazio possibile di trasformazione. Un cammino che, a partire dal tema dell’abitare, sta progressivamente spostando lo sguardo dall’emergenza alle persone, dalle contrapposizioni alle responsabilità condivise. Un primo passaggio significativo di questo percorso si è svolto lo scorso 2 febbraio, nel corso dell’incontro pubblico al Chiostro di San Domenico promosso dal progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS e alla presenza di Salvatore Rotella in rappresentanza di Aterp Calabria, dove è emersa con forza la necessità di restituire concretezza e umanità al dibattito sull’abitare.
In quell’occasione, accanto agli approfondimenti istituzionali e progettuali, ha avuto particolare rilievo la testimonianza di Damiano Berlingieri, lametino di origine rom e mediatore del progetto, che ha restituito il senso quotidiano dell’abitare come esperienza fragile ma decisiva: fatta di relazioni, di percorsi lenti, di fiducia da ricostruire. Un racconto che ha reso evidente come non si riduca tutto alla questione degli alloggi, ma si tratti bensì di un processo che incide sulla possibilità delle persone di sentirsi parte di una comunità e di costruire un futuro stabile.
All'incontro era presente anche il Forum del Terzo Settore per la sensibilizzazione di attività di inclusione. "Per noi lametini questa è soprattutto un’occasione per rafforzarsi come comunità e riconoscersi reciprocamente come cittadini che abitano lo stesso territorio» - ha detto Marina Galati. «Per troppo tempo il tema di Scordovillo è stato affrontato solo a tratti, senza mai una visione strutturata. Oggi proviamo a fare un passo diverso. La scelta dell’abitare diffuso è centrale - ha proseguito - Non significa creare nuovi luoghi separati o nuovi agglomerati, ma permettere alle famiglie di vivere all’interno della città, in case vere, inserite nel tessuto urbano. È una strada che consente di affrontare la fragilità abitativa senza riprodurre modelli che hanno già mostrato tutti i loro limiti». «Parliamo di cittadini lametini a tutti gli effetti» - ha concluso Galati - «La possibilità di vivere i quartieri, i servizi e gli spazi comuni insieme agli altri cittadini è la base per costruire convivenza, responsabilità reciproca e futuro condiviso".
È dentro questa prospettiva che si colloca il nuovo incontro pubblico promosso nell’ambito del progetto “Inclusione e integrazione dei cittadini di origine rom residenti nel Comune di Lamezia Terme”, in programma giovedì 20 febbraio alle ore 17, presso il Salone della Chiesa di San Giuseppe Artigiano. L’iniziativa rappresenta un ulteriore momento di confronto all’interno di un percorso che intende spostare l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di soluzioni strutturali e condivise. Nel corso dell’incontro si rifletterà sulla necessità di promuovere forme di abitare diffuse, integrate nel tessuto urbano e sostenibili nel tempo, capaci di superare modelli che hanno prodotto isolamento e distanza. Abitare, in questa visione, significa possibilità di costruire relazioni, accedere ai servizi, inserirsi nei quartieri e sentirsi parte attiva della città.
Un’attenzione particolare sarà dedicata al ruolo delle istituzioni, delle reti sociali e del territorio nel rendere concreti i percorsi avviati, anche attraverso l’individuazione di abitazioni adeguate e distribuite nei diversi contesti cittadini. Il progetto, infatti, affianca alle politiche abitative un lavoro più ampio di accompagnamento sociale, educativo e culturale: dal supporto scolastico ai percorsi di autonomia lavorativa, dalla mediazione sociale alla promozione della partecipazione civica, fino alla valorizzazione della cultura e della memoria rom. Un approccio integrato che riconosce come l’accoglienza non possa essere ridotta a un singolo intervento, ma richieda un impegno condiviso e continuativo.
Ad aprire l’incontro sarà Don Fabio Stanizzo, direttore della Fondazione Caritas Diocesana. Seguiranno gli interventi di Marina Galati, direttrice del progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS, e di Nadia Amato, mediatrice del progetto, che porterà uno sguardo diretto sui percorsi in atto e sulle sfide quotidiane dell’inclusione. L’incontro è aperto alla cittadinanza e si propone come uno spazio pubblico di ascolto e dialogo sul futuro dell’abitare a Lamezia Terme, nella consapevolezza che la qualità di una città si misura anche dalla sua capacità di trasformare le fragilità in occasioni di corresponsabilità e di costruzione del bene comune. Il percorso di confronto pubblico proseguirà con altri due appuntamenti già programmati per il 28 febbraio e per il 3 marzo, a conferma della volontà di mantenere aperto nel tempo il dialogo con la città e di accompagnare in modo continuativo i processi di cambiamento avviati. Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027.
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