Confronto sul referendum costituzionale nella sala consiliare di San Pietro a Maida

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San Pietro a Maida - Si è svolta giovedì scorso, nella sala consiliare del Comune di San Pietro a Maida, un partecipato confronto pubblico dal titolo "il referendum sulla giustizia : le ragioni del sí e del no". L'evento, patrocinato dalla camera Penale "F. Manfredi" di Lamezia Terme e dall'Amministrazione Comunale di San Pietro a Maida, è stato introdotto e moderato dall'avvocato Gianluca De Vito, componente della Camera Penale di Lamezia Terme ed ha visto confrontarsi il dott. Romano Gallo, giudice presso il Tribunale di Cosenza, per le ragioni del No e l'avvocato Renzo Andricciola, presidente della Camera penale di Lamezia Terme, per le ragioni del Sí. 

Ha reso i saluti istituzionali il sindaco di San Pietro a Maida, avv. Domenico Giampá, che ha dichiarato in merito: "Il tifo da stadio e la politicizzazione del referendum costituzionale sviliscono il senso autentico della partecipazione quale pilastro della democrazia. Per questo  abbiamo voluto primuovere un dibattito di  qualità, con giuristi di alto valore e rivolto a tutti, con cui siamo entrati nel merito delle ragioni del Sì e del No." Intervenuto per portare i saluti della camera penale di Lamezia Terme, anche il segretario avv. Antonio Muscimarro, che ha evidenziato come la riforma sia necessaria per garantire ed assicurare la terzietà del giudice nel processo.

L'avv. De Vito, quale moderatore, ha spiegato le novità introdotte dalla riforma costituzionale, che saranno vagliate dagli elettori, sulle quali si è sviluppato il dibattito tra i relatori. Per il dott. Gallo giá sostituto procuratore della DDA di Catanzaro "la riforma - è detto in una nota - lede l'autonomia e svilisce il ruolo dei giudici e dei pm, con il rischio, futuro, che questi ultimi vengano assoggettati al potere esecutivo. Ha inoltre evidenziato come l'attuale sistema a carriere unificate, garantisca maggiore efficienza dell'azione giudiziaria, con il Pm che ha la stessa formazione del giudice e dunque una consapevolezza più ampia nel suo agire. Diverse le conclusioni dell'avv. Andricciola che ha evidenziato come questa riforma sia il naturale sviluppo dell'art.111 della Costituzione che garantisce il giusto processo dinanzi ad un giudice terzo ed imparziale, dunque la separazione delle carriere non porta alcun rischio di assoggettamento del pm all'esecutivo, anzi, da nuova dignità a questa figura che viene formalmente riconosciuta in Costituzione, come parte del processo. Inoltre autonomia ed indipendenza della magistratura, sono e rimangono, capisaldi inamovibili anche con la nuova riforma, che finalmente fa si che l'Italia si conformi a tutti gli altri stati occidentali in cui vige la separazione delle carriere".

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