
Lamezia Terme - Ancora un Classico del Teatro pirandelliano a impreziosire la Stagione di AMA Calabria: sarà al Grandinetti il 14 marzo la Commedia “Il piacere dell’onesta”, con Pippo Pattavina, immenso interprete di Pirandello, che racconta in anteprima il suo ritorno a Lamezia con un lavoro memorabile, fra i più sfaccettati del suo repertorio, pronto a lasciare un segno indelebile in questa Stagione Teatrale.
Perché l’onestà è diventata oggi un valore così demodé, e in che modo Pirandello ci aiuta a farne memoria?
“Purtroppo, basta leggere i giornali, guardare la televisione, darsi un’occhiata intorno: viviamo in un’epoca micidiale, nella quale l’onestà è una merce molto rara. Ognuno bada al proprio interesse in maniera spudorata, senza nessun ritegno. Non c’è il gusto del bene comune, tutto viene fatto per interesse personale, a proprio uso e consumo, schiacciando gli altri. Pirandello tratta questo tema con grande filosofia, presentandoci un uomo vissuto sempre ai margini della società che si trova per avventura a interpretare il ruolo della persona onesta, coinvolto in un matrimonio di facciata per salvare l’onore di una donna rimasta incinta di un uomo rispettabile, già sposato. Ma prende talmente gusto nell’essere onesto che scopre di esserlo davvero, e arriva a svergognare di contro quelli che dovrebbero esserlo sul serio, e che sta coprendo, mettendo invece a nudo la loro disonestà”.
Da grande interprete e conoscitore del repertorio pirandelliano, cosa l’ha condotta a scegliere di portare in tournée proprio questa commedia? Cos’ha di particolare per lei?
“In realtà qualsiasi cosa si prenda di Pirandello è un viaggio sicuro in un mondo teatrale meraviglioso. Questa commedia ha un testo molto bello dal punto di vista recitativo, pieno di spunti, con sette personaggi ognuno dei quali ha un suo carattere ben definito, da primo attore, a tutto tondo, dalla ragazza incinta disperata che poi si ribella, al prete gesuita che fa i suoi comodi. Ciò che la rende speciale è questa ricchezza di profili”.
Un altro tema pirandelliano presente in questa commedia è il rapporto fra verità e menzogna, giocato sul filo della diplomazia e dell’ambiguità sociale. C’è un’attualità profonda anche in questo? Quale?
“C’è un momento in cui il protagonista dice al Marchese che sta coprendo: “Vede, signor Marchese, noi inevitabilmente ci costruiamo. Io mi presento nella forma più adatta nella relazione con lei, ma dentro questa nostra costruzione rimangono i nostri pensieri più reconditi, i sentimenti più segreti, ciò che siamo noi fuori dalle relazioni che vogliamo costruire”. In realtà solo quando siamo allo specchio sappiamo davvero chi siamo, coi nostri difetti, i lati nascosti. Quando siamo in presenza degli altri recitiamo un ruolo, che non è detto faccia danno, ma nasconde ciò che si cela nel nostro intimo. Ѐ l’eterno gioco dell’essere e dell’apparire: “Nella vita incontrerai sempre maschere, raramente volti veri”, dice Pirandello.”
Lei è già stato molte volte a recitare a Lamezia. Cosa le piace di questo posto e cosa ama ritrovare?
“Amo molto il vostro Teatro, che è bellissimo, ed è sempre un piacere tornarci. Così com’è un piacere avere a che fare con il pubblico calabrese, con il quale esiste ormai per me un rapporto consolidato di dare e ricevere”.
Giulia De Sensi
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