
Lamezia Terme - Cercare soluzioni rapide per contrastare il caro benzina. Ogni Paese dell’Unione Europea prova a combattere l’aumento dei prezzi adottando percorsi differenti. Nel frattempo le ricadute sull’impennate dei costi provocata dalla guerra in Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz si avvertono sulle spalle dei consumatori, dei cittadini e delle imprese.
La Calabria, in base ai dati pubblici dell’Osservaprezzi Carburanti del Mimit, aggiornati nelle scorse ore, è la regione in cui – per una serie di variabili, a partire dai costi di trasporto – i rincari sono altissimi, con l’ultimo record registrato dalla provincia di Crotone, considerata la più cara d’Italia per un rifornimento di benzina e diesel.
Anche nella città di Lamezia Terme i tabelloni dei distributori recitano prezzi esorbitanti e con aumenti in linea con il resto della regione. Per la benzina si va da 1.827 per il self service e 1.979 per il servito a oltre i 2 euro nelle punte massime. Idem per il diesel, dove è difficile individuare soglie oltre i 2 euro.
"La guerra in Medio Oriente costa oggi agli italiani ben 16,5 milioni di euro in più al giorno solo a titolo di rifornimenti di carburante al distributore". Spiegano dal Codacons, che ha realizzato uno studio per analizzare l’impatto della crisi sulle tasche dei cittadini. "Dal 27 febbraio, prima dello scoppio del conflitto, alla data del 14 marzo il prezzo medio del gasolio alla pompa è aumentato del +18,5%, + 32,2 centesimi al litro, pari ad una maggiore spesa da +16 euro a pieno - analizza il Codacons - La benzina è rincarata del +9,1% (+15,3 centesimi al litro), con una maggiore spesa sul pieno da +7,6 euro"."Un incremento dei listini che, considerando solo le vendite giornaliere di carburanti sulla rete ordinaria (strade e autostrade), costa ogni giorno agli italiani ben 16,5 milioni di euro in più rispetto al periodo pre-conflitto. In media infatti sulla rete ordinaria italiana vengono venduti 40,1 milioni di litri di gasolio e 23,9 milioni di litri di benzina al giorno, per un totale di oltre 64 milioni di litri di carburante al giorno".
La cabina di regia della Commissione di allerta rapida, presieduta dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che si è riunita ieri per fare il punto sull’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi ha indirizzato gli organi di controllo ad attivare immediati interventi, in base alla legislazione vigente, sui possibili fenomeni speculativi. In particolare, è scritto in una nota del Mimit, “è stato rilevato che negli ultimi giorni - in particolare con riferimento a due delle principali compagnie petrolifere - i prezzi medi applicati alla pompa sono aumentati più dei prezzi consigliati dalle compagnie di riferimento. Una dinamica che sarà ora oggetto di controlli mirati nell’ambito del piano operativo attivato nei giorni scorsi, d’intesa tra Mimit e Mef, dalla Guardia di Finanza”.
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