Referendum, in Calabria netta affermazione del no con il 57,26%: il sì vince solo a Reggio - Reazioni

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Lamezia Terme – Netta affermazione del no in Calabria che, al termine della due giorni di voto dedicato alla riforma elettorale oggetto del referendum, chiude lo spoglio con una forbice molto ampia: Il fronte del no ha prevalso raggiungendo il 57,26% dei consensi con 403.496 voti. I sostenitori del Sì alla riforma hanno ottenuto il 42,74% con 301.150 voti.

Reggio Calabria è l'unica città capoluogo di provincia in Calabria dove, invece, prevale il sì, anche se di misura, al referendum per la giustizia. In riva allo stretto, infatti, il sì ottiene il 50,81% dei consensi contro il 49,19% del no. Vittoria netta del no, invece, negli altri capoluoghi con Cosenza al 66,55% (Sì 33,45%), Crotone 62,01% (Sì 37,99%) Catanzaro 61,46% (Sì 38,54%) e Vibo Valentia 56,40% (43,60%).

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Partito Democratico Lamezia Terme: "Accogliamo con orgoglio l'esito del referendum"

"Lamezia Terme ha risposto con una voce sola, ferma e chiarissima: la nostra Costituzione non si tocca. Il Partito Democratico di Lamezia Terme accoglie con immenso orgoglio l'esito del referendum, che vede il fronte del NO trionfare con una maggioranza schiacciante anche nella nostra città. È un segnale inequivocabile di maturità civile e di profondo attaccamento ai valori democratici, una mobilitazione popolare che ha eretto un muro invalicabile a difesa della Carta fondamentale, proteggendola dalle grinfie di una destra che avrebbe voluto asservirla a logiche di potere rischiose e divisive" è quanto afferma in una nota il Partito Democratico Lamezia Terme.

"Questo straordinario risultato non è frutto del caso, ma dell'impegno instancabile dei nostri tesserati e simpatizzanti, che si sono mobilitati con passione in ogni quartiere per spiegare le ragioni di una scelta di libertà e garanzia per tutti i cittadini. Alcuni di loro, come Lidia Vescio, Luigi Muraca, Milena Liotta, hanno addirittura partecipato ad eventi fuori città come ad esempio a Borgia, Amaroni, Nocera, Falerna, Squillace, Cortale. A loro va il nostro ringraziamento più sentito per aver reso possibile questa difesa della democrazia. Tuttavia, questa non è la vittoria di un singolo simbolo, ma il successo di un fronte ampio e plurale: ringraziamo sinceramente tutti gli altri partiti, le associazioni e i comitati con i quali abbiamo lottato. La sinergia tra diverse realtà ha permesso di raggiungere un risultato così netto, confermando che la tutela dei principi costituzionali è un valore che unisce oltre ogni sigla".  "La lezione che arriva dalle urne di Lamezia Terme è tanto semplice quanto potente: il centrosinistra, quando ritrova la sua compattezza e marcia unito verso un obiettivo chiaro, è una forza inarrestabile e vincente. Questa vittoria deve essere un auspicio e un monito per il futuro prossimo. Che questo spirito di collaborazione sia il punto di partenza per superare definitivamente ogni divisione e ogni incomprensione interna. Solo restando uniti potremo continuare a rappresentare un'alternativa solida e credibile, capace di vincere le sfide che ci attendono e di governare nell'interesse della collettività". 

Pli Lamezia: “Il No prevale, prima la giustizia quotidiana”

"Il risultato del referendum sulla giustizia a Lamezia Terme non lascia spazio a interpretazioni: la vittoria del NO, maturata attraverso una partecipazione minima e una massiccia astensione, rappresenta una sonora bocciatura politica per un’amministrazione che si era esposta pubblicamente per il SÌ, dimostrando ancora una volta tutta la propria inconsistenza sul territorio".

"Non basta proclamare posizioni di principio quando si è totalmente assenti nei quartieri, tra i cittadini, nelle dinamiche reali della città. Questa amministrazione ha fallito nel suo compito più elementare: essere punto di riferimento, collante politico e istituzionale tra le forze che ne avevano reso possibile l’elezione e il tessuto sociale cittadino. Ha scelto invece l’isolamento, l’autoreferenzialità e l’inerzia. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: una città paralizzata, relegata al fanalino di coda della Calabria, incapace di valorizzare il proprio ruolo strategico di baricentro territoriale. A ciò si aggiunge una crisi interna ormai strutturale, testimoniata dall’ennesima perdita di un assessore, segnale evidente di una maggioranza fragile, divisa e priva di visione. Come PLI Lamezia avevamo assunto una posizione chiara e coerente: astensione al referendum sulla giustizia. Una scelta politica netta, fondata su un principio semplice ma fondamentale: prima di parlare di grandi riforme, è necessario garantire ai cittadini la giustizia quotidiana — quella dei servizi, della vivibilità, della dignità urbana. Tutto ciò che oggi manca a Lamezia Terme. Ogni giorno raccogliamo le segnalazioni di cittadini sfiduciati, esasperati e abbandonati. Un disagio diffuso che abbiamo più volte portato all’attenzione dell’amministrazione, ricevendo in cambio silenzi, chiusure e totale mancanza di confronto. Eppure il nostro contributo, anche elettorale, non è mai mancato. Il dato politico è ormai evidente: questa amministrazione ha perso il contatto con la realtà e con la propria comunità. Noi Liberali continueremo a fare ciò che altri hanno smesso di fare: stare tra la gente, ascoltare, denunciare e proporre. Senza compromessi e senza ambiguità. Dalla parte dei cittadini, contro l’immobilismo e l’incapacità amministrativa".

Orrico (M5S): "Soddisfatti ma non esaltiamoci, riusciamo a intravedere orizzonte migliore per il Paese"

"Stanno terminando le operazioni di scrutinio. Il No, siglato da oltre 14 milioni di italiani, ha vinto sulla proposta di riforma della giustizia proposta dal governo. La mobilitazione del MoVimento 5 Stelle, insieme a quella di altre forze politiche e sindacali, ha contribuito ad infliggere una grave battuta d'arresto alla premier Meloni". Lo scrive su suoi canali social la deputata Anna Laura Orrico, coordinatrice calabrese del Movimento 5 stelle. "Il messaggio politico - prosegue - è chiaro. La tracotanza con la quale hanno provato a modificare la Costituzione e imporre una riforma su temi sensibili per tutti, senza alcun dialogo con opposizioni e forze sociali, si è rivelata per loro fatale. Ora seguiranno, giustamente, giorni di analisi, approfondimenti, recriminazioni. Dobbiamo essere soddisfatti ma non esaltiamoci: era una battaglia importantissima ma non è finita qui. Quello che invece è certo è che rimanendo vicini riusciamo a intravedere un orizzonte migliore per il Paese da quello immaginato da chi ci governa. Avanti, allora. Coraggio".

Referendum, Pd Calabria: “Fermato lo stravolgimento della Costituzione, destre sconfitte”

Guidato dal senatore Nicola Irto, il Pd Calabria accoglie con soddisfazione l’esito del referendum, che ha visto prevalere il No. “Il dato elettorale – affermano in una nota ufficiale i dem calabresi – è la risposta dei cittadini italiani al tentativo del governo di stravolgere la Costituzione. Abbiamo difeso l’equilibrio tra i poteri dello Stato e respinto una forzatura che avrebbe alterato l’assetto della giustizia e le garanzie democratiche”. “La partecipazione e il risultato – proseguono i dem – dimostrano che nel Paese c’è una grande domanda di serietà, di equilibrio e di saggezza istituzionale. La nostra linea ha trovato riscontro in un voto maturo, consapevole e maggioritario. La Costituzione rimane, dunque, il fondamento della nostra convivenza civile e non può essere piegata a esigenze contingenti oppure a interessi di parte”. “Il Pd Calabria – si legge poi nella nota del partito – sottolinea il grande lavoro svolto in queste settimane nei territori, con amministratori, iscritti, militanti e comunità locali. Da qui in avanti, la stagione delle riforme non potrà procedere contro la Costituzione. Il voto ha confermato l’esigenza di voltare pagina. Le destre hanno subito una pesante e innegabile sconfitta politica, al netto – conclude la nota dei dem – degli aspetti tecnici e delle singole posizioni sul referendum”.

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