A Lamezia i Calabria Open 2026, campionati mondiali di cubo di Rubik

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Lamezia Terme - Si sono svolti ieri nella cornice del Grand Hotel Lamezia i Calabria Open 2026 della WCA (World Cube Association), ovvero i campionati mondiali di cubo di Rubik. Le competizioni, organizzate in Italia da Cubing Italy, associazione italiana riconosciuta da WCA, hanno visto sfidarsi 50 partecipanti, di età compresa tra i 9 e 60 anni, provenienti da svariate regioni della penisola e da paesi europei ed extraeuropei come Francia, India, Polonia, Romania, Slovacchia, Turchia e Ucraina. “L'obiettivo di Cubing Italy è promuovere lo speedcubing in tutta la penisola” spiega il delegato Vincenzo Gammino, “Abbiamo scelto Lamezia Terme come sede delle competizioni calabresi per la presenza della stazione ferroviaria e dell'aeroporto internazionale. Non è stata la prima volta per noi al Grand Hotel Lamezia, sede della competizione, e come nelle occasioni precedenti, ci siamo trovati benissimo”.

Durante la gara si sono svolte 11 delle 17 competizioni riconosciute dalla World Cube Association, e sono arrivati sul podio nelle varie categorie Elian Beguec (Francia), Gabriel La Russa (Sicilia), Alessandro Nicolì (Puglia), Damiano Di Paola (Sicilia), Ihor Sukhovatenko (Ucraina), Pietro Gasparetto (Veneto), Kinga Bednarska (Polonia), Federico Chiarello (Veneto), Vincenzo Maria Gammino (Sicilia), Claudio Fabrizio Scalia (Sicilia), Gabriele Bacchieri (Lombardia), Chiara Marcucci (Lazio), Michele Chiaravalloti (Lazio). Menzione d'onore per Elian Beguec, che è stato il partecipante con più podi, vincitore anche dell'evento principale, il cubo di Rubik classico, e quindi dell’intera competizione, e per Claudio Fabrizio Scalia, che ha stabilito un nuovo record nazionale nella categoria più complessa, il cubo 5x5x5 da bendati.

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“Sono davvero contento di come è andata”, conclude Vincenzo Gammino, “Come delegato, il mio compito è far sì che il regolamento e le procedure di gara vengano rispettati e al Calabria Open 2026 non ci sono stati problemi. Oltre a questo, la cosa che più mi piace sottolineare è che l'atmosfera è stata molto piacevole, perché eventi di questo tipo rappresentano un momento di aggregazione per i partecipanti e il pubblico. Lo spirito è stato quello tipico delle competizioni WCA: un ambiente sano dove il confronto agonistico convive con l'amicizia tra i concorrenti. Un momento che mi piace citare: l'esultanza piena di gioia di un ragazzino di 10 anni per il risultato raggiunto da un amico conosciuto solo il giorno prima”.

Giulia De Sensi

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