
Reggio Calabria - Nel Salone di Palazzo Alvaro prende il via questa settimana “L’arte di accogliere – Settimana dell’accoglienza e della solidarietà familiare”, un ciclo di sei giornate di incontri, dal 16 al 21 marzo, dedicate al confronto tra istituzioni, scuole, famiglie, cittadini ed esperti sui temi dell’affido familiare, della tutela dei minori e della costruzione di una comunità più accogliente. L’iniziativa rientra nel progetto nazionale C.A.S.A. – Comunità, Alleanze e Solidarietà per l’Accoglienza ed è promossa dal Centro Comunitario Agape, dal Forum Famiglie, dall’Ordine degli Assistenti Sociali e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria. Ad aprire i lavori è stato Domenico Nasone, presidente del Centro Comunitario Agape, che ha sottolineato come in Calabria spesso si registri uno scarto tra i tempi della politica e quelli dei problemi reali delle persone, in particolare dell’infanzia.
"L’impressione – ha spiegato – è che si viaggi a due velocità: quella della politica, con tempi indefiniti, e quella delle difficoltà quotidiane delle famiglie e dei minori che invece richiedono risposte immediate". Nasone ha evidenziato come la settimana dell’accoglienza non voglia essere «l’ennesimo convegno senza ricadute», ma piuttosto un laboratorio di riflessione e confronto a partire da dieci punti programmatici proposti ai partecipanti come impegni concreti per le diverse responsabilità politiche e sociali. La sfida, ha aggiunto, non riguarda solo gli investimenti economici – oggi esistono risorse da attivare – ma soprattutto la costruzione di una vera coprogettazione partecipata, in cui istituzioni e realtà sociali scelgano di stringere alleanze per il benessere dei minori e delle famiglie. "L’accoglienza – ha ricordato – non può essere delegata solo agli addetti ai lavori: riguarda tutta la comunità, quel “villaggio” di cui ogni bambino ha bisogno per crescere".
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche il sindaco facente funzioni della Città Metropolitana Carmelo Versace, che ha sottolineato la necessità di rafforzare gli strumenti di comunicazione e coordinamento tra istituzioni e tessuto sociale, auspicando che dalla settimana emerga anche la proposta di un osservatorio permanente sui temi dell’accoglienza e dell’infanzia. L’assessore con delega alle politiche sociali Demetrio Marino ha evidenziato il valore dell’esperienza dell’affido e della solidarietà familiare, ricordando anche la propria esperienza personale di accoglienza: "L’accoglienza è un’arte, ma non può essere un percorso solitario. Le famiglie che scelgono questa strada devono poter contare su una rete sociale ed emotiva di sostegno".
Il Garante per l’infanzia Emanuele Mattia ha ribadito che "l’accoglienza è prima di tutto un atto di comunità" e ha proposto la costruzione di un protocollo condiviso che rafforzi il percorso sull’affido familiare e sulla genitorialità. Per la magistratura minorile è intervenuta Tiziana Catalano, giudice del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, sottolineando come la preparazione delle famiglie sia fondamentale per il buon esito dei percorsi di affido: "Partire dalla parola accoglienza significa affrontare con responsabilità le emergenze sociali che questo tempo ci pone". Nel corso della giornata è stato affrontato anche il tema della narrazione pubblica delle vicende familiari, spesso oggetto di una esposizione mediatica distorta. Claudio Venditti ha richiamato l’attenzione sulla necessità di riportare la famiglia al centro delle politiche pubbliche e del dibattito culturale, paragonandola al lago di Tiberiade, capace di generare vita e opportunità, e non a un sistema chiuso.
I dati disponibili mostrano una realtà complessa. In Calabria i minori fuori famiglia sono meno di mille, tra affido familiare e comunità. A livello regionale, i minorenni seguiti dai servizi di tutela sono 5.519, che diventano 5.424 al netto dei minori stranieri non accompagnati. Di questi, 398 risultano in affidamento familiare, con una prevalenza dell’affido intrafamiliare che rappresenta il 60,7% dei casi. Tra il 2022 e il 2024 la regione ha registrato una diminuzione degli affidamenti familiari pari al 3,4%, un dato che richiede un’analisi attenta: la riduzione potrebbe dipendere da diversi fattori, tra cui una minore disponibilità delle famiglie o una riduzione delle prese in carico da parte dei servizi territoriali. Sul fronte delle adozioni, nel 2025 il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria ha definito sei procedure, mentre tredici sono state concluse dal Tribunale di Catanzaro.
A chiudere la sessione inaugurale è stato il vicario generale della diocesi di Reggio Calabria-Bova, don Pasqualino Catanese, che ha richiamato le parole chiave dell’iniziativa: arte e speranza. "L’arte – ha spiegato – perché ha bisogno di maestri e di guide; la speranza perché guardare al presente con impegno significa costruire il futuro". Il rappresentante della diocesi ha ricordato inoltre l’impegno della Chiesa e delle associazioni di ispirazione cattolica a sostegno delle famiglie che accolgono: "Quasi mai si ascoltano storie di rinuncia. Piuttosto emerge la volontà di trovare soluzioni e la preoccupazione per la crescita dei minori, che hanno bisogno prima di tutto di respirare amore e affetto". La Settimana dell’accoglienza proseguirà fino al 21 marzo con incontri tematici, momenti di confronto con le scuole e testimonianze di famiglie affidatarie, con l’obiettivo di rafforzare la cultura dell’accoglienza e promuovere nuove alleanze tra istituzioni, comunità e cittadini.

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